L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo da Alfonso De Amicis, esponente aquilano del Movimento EuroStop.
In questi tempi difficili a volte si fa fatica a distinguere il grano dall’olio.
E tuttavia a me pare osceno, nell’emergenza Coronavirus, ma pure in un certo senso avventuristico prendersela con i runner, come se loro fossero gli untori moderni di manzoniana memoria.
Sono passati diversi giorni da quando è stato firmato un criminale protocollo d’intesa tra Confindustria e Triplice, che di fatto hanno imposto a tantissimi lavoratori di continuare a produrre, lavorare in condizioni precarie e pericolose per la salute loro dei loro familiari e di tutti.
Ma nel frattempo la stampa e i media mainstream continuavano la caccia agli untori; e, sempre nel frattempo, sono esplose nei luoghi di lavoro mobilitazioni spontanee e agitazioni promosse dall’Unione sindacale di base e dagli altri sindacati di base.
In questo contesto drammatico, il premier, Giuseppe Conte, chiude quasi tutto cancellando di fatto il protocollo della vergogna.
Una chiusura necessaria sino al 3 aprile.
Ci sono ancora settori lasciati in balia delle multinazionali o di padroncini senza scrupoli, come la logistica, che saranno costretti ad operare in assenza di qualsiasi sicurezza per loro e per gli altri.
Per arrivare a questa conclusione a mio avviso tardiva, si è dovuto sopportare una escalation di morti.
Oggi rimane in piedi lo sciopero generale del 25 marzo per chiedere la chiusura totale delle attività non necessarie cancellare del tutto il protocollo della vergogna.
Penso infine che l’informazione dovrebbe avere uno spirito di correttezza e limpidezza.
Quando si continua a ripetere che siamo in “guerra”, si dece capire che in un simile scenario è la verità che viene meno.






