L’AQUILA – Con il passare delle settimane cresce la percezione che la crisi possa durare a lungo, ne consegue un aumento dell’incertezza e una crescita delle preoccupazioni relative al lavoro e alle capacità di tenuta economica e relazionale, si aprono crepe anche nel processo di condivisione delle limitazioni imposte dalle autorità, e cresce la quota di chi ha sempre più bisogno di riprendere le proprie abitudini e di uscire di casa anche se, in linea di massima, traspare fiducia nella gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del Governo guidato dal premier Giuseppe Conte.
E’ quanto emerge dal report elaborato da Swg che ha raccolto i dati sul fronte dell’opinione pubblica nella settimana di monitoraggio dal 23 al 29 marzo.
La pandemia legata al Covid-19 sta modificando profondamente gli atteggiamenti degli italiani che, fortemente limitati nei loro spostamenti, stanno sperimentando un radicale cambiamento delle loro abitudini e dei loro stili di vita.
Gli effetti nel breve periodo riguardano non solo l’area psico emotiva, ma anche la gestione delle relazioni, i consumi, il lavoro, il rapporto con le istituzioni. Un cambiamento epocale i cui effetti potrebbero non limitarsi al breve periodo, ma avere conseguenze più durature.
Le difficoltà riguardano soprattutto i ceti bassi (coloro che erano in difficoltà già prima della crisi) e i ceti medi legati alle attività che stanno subendo con più forza gli effetti della chiusura degli esercizi commerciali e la riduzione delle attività consulenziali.
Aumentano incertezza e rassegnazione, diminuisce la paura
Come spiega Swg, la preoccupazione legata all’incertezza occupazionale al termine del lockdown si avvicina a quella per un possibile contagio. La paura è quella di non farcela con il proprio reddito e allo stesso tempo cresce la difficoltà na gestire le relazioni domestiche. Diminuisce, di conseguenza, l’accettazione delle limitazioni.
Provvedimenti del Governo, Istituzioni e Politica
Quasi due terzi degli italiani disponibili a cedere sulla privacy e consentire i controlli degli spostamenti via cellulare: il dibattito sulle misure che il Governo dovrebbe prendere per contenere la diffusione dell’epidemia ha evidenziato i problemi di privacy che il “metodo coreano” comporterebbe nella sua applicazione italiana. Ma i dati evidenziano che una larga maggioranza dei cittadini, il 63 per cento, sarebbe disposta a cedere parte dei propri diritti per consentire di mappare meglio i contagi.
Ampia approvazione delle possibili misure per il controllo degli spostamenti: il 74 per cento degli intervistati è d’accordo con l’utilizzo di droni; il 67 per cento attraverso i cellulari; il 64 per cento sull’ipotesi che alle persone in quarantena vengano messi dei braccialetti per controllarne gli spostamenti.
Riguardo al potere decisionale del Governo in questo frangente il coinvolgimento del Parlamento per la maggioranza non appare fondamentale.
La proposta di formare un’unità di crisi parlamentare non risulta prioritaria per i cittadini: il 41 per cento ritiene che la forma più adatta sia la gestione autonoma del Governo; il 35 per cento che ci sia bisogno di un’unità di crisi parlamentare, il 24 per cento non ha un’opinione.
La ricostruzione economica post-emergenza: prevale il favore all’ipotesi di un governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi.
In merito alla fase di ricostruzione economica post-emergenza, invece, la partecipazione attiva delle opposizioni è più condivisa: una parte consistente degli italiani infatti fa propria l’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale guidato da Mario Draghi.
“Lei condivide la proposta di formare, al fine dell’emergenza, un governo guidato da Mario Draghi e sostenuto da tutte le formazioni politiche per affrontare al meglio la crisi economica provocata dall’epidemia?”, è il quesito sottoposto da Swg: il 44 per cento risponde Sì; il 31 per cento No; 25 per cento non sa.
Motivazioni dei contrari al Governo Draghi: non convince il sostegno trasversale, altri ritengono adeguato l’attuale Governo.
“Per quale motivo sarebbe contrario a un governo di unità nazionale guidato da Draghi?
il 38% degli intervistati ritiene che iul sostegno di tante forze politiche diverse non sia una buona cosa;
il 31% che l’attuale Governo è in grado di affrontare la situazione;
il 24% non ritiene Draghi adeguato;
il 7% ha altri motivi
Sondaggi elettorali
La Lega, dopo settimane difficili, torna a prendere quota e si conferma il primo partito. Secondo Swg, il partito di Matteo Salvini sale in sette giorni dal 30,2 al 31 per cento.
A distanza il Partito Democratico, al secondo posto, che perde invece oltre un punto percentuale arrivando a totalizzare un 19,2.
Balzo in avanti anche per il Movimento 5 Stelle che passa dal 13,8 per cento del 23 marzo al 14,9 del 30 marzo.
Cresce anche Fratelli d’Italia che guadagna mezzo punto e passa dall’11,8 al 12,3.
Forza Italia invece ottiene il 5,8 per cento (era al 5,7), mentre Italia Viva si aggiudica il 3,3 per cento.
La centralità del digitale
Gli sconvolgimenti portati dalla diffusione del Covid19 avranno sicuramente anche conseguenze, permanenti, alcune di queste positive. Ad esempio la riduzione del digital divide: già oggi, il 17% degli italiani ha migliorato le proprie competenze informatiche durante il periodo di quarantena, soprattutto nella comunicazione virtuale.
Ma l’infrastruttura informatica del Paese non viene ritenuta all’altezza dell’attuale sfida. Soltanto il 31% ne è pienamente soddisfatto e la carenza principale viene individuata nella connessione Internet: un’insufficiente diffusione sul territorio della banda larga e una rete a tratti troppo debole.
In tale ambito, tra i big tech mondiali la gente apprezza soprattutto Amazon e Google, meno i marchi cinesi.





