BOLOGNA – Medicina, il Comune del Bolognese dichiarato ‘zona rossa’ con ordinanza della Regione Emilia-Romagna, ha poco più di 16mila abitanti ed era già tra i “sorvegliati speciali” in regione per l’epidemia del coronavirus: nelle scorse settimane era emerso un ‘focolaio’ in una bocciofila del paese frequentata da anziani. 

Un caso rimarcato nelle scorse settimane anche dal commissario straordinario per l’emergenza della Regione, Sergio Venturi, che aveva segnalato 19 contagiati in un solo giorno tra gli avventori proprio della bocciofila, poi chiusa. 

“È ormai due settimane che stiamo combattendo insieme contro questo nemico così difficile”, dice il sindaco Matteo Montanari su Facebook. 

“Il numero dei contagi si sta contenendo e speriamo che nei prossimi giorni si possano vedere i risultati dei nostri sforzi”. 

“Abbiamo capito come il tipo di virus che ha colpito Medicina sia particolarmente aggressivo e contagioso – prosegue – e ci tocca un ulteriore sforzo, a testa alta e senza paura. Mi tocca dirvi quello che un sindaco non vorrebbe mai dire ai propri cittadini”. 

“Dobbiamo da un lato fare tutto quello che possiamo per evitare nuovi contagi dentro Medicina, e dobbiamo anche evitare che il virus possa espandersi dentro la città metropolitana di Bologna”.

Medicina come Codogno e Vo’. 

Dalla mezzanotte scorsa, comunica la Regione Emilia-Romagna, non è più possibile uscire dal capoluogo Medicina e dalla frazione di Ganzanigo, nel comune bolognese dove ormai da giorni si registra “una crescita anomala” del contagio da Coronavirus. La misura straordinaria sarà in vigore fino al prossimo 3 aprile, “dettata dalle indicazioni medico-scientifiche e necessaria per arginare la diffusione del virus, a tutela dei cittadini del Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di persone”. 

Lo sancisce l’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella serata di ieri, d’accordo con il Governo e il Prefetto di Bologna, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna e d’intesa con il sindaco del Comune di Medicina. A Medicina e Ganzanigo possono dunque entrare i soli residenti ancora fuori dall’area circoscritta e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. 

Si tratta di alcuni servizi comunali e di quelli assistenziali e residenziali per le persone non autosufficienti, di farmacie e alimentari. 

Al di fuori di questi, tutte le attività commerciali, produttive e di servizio sono chiuse.