L’AQUILA La Funzione Pubblica Cgil Abruzzo Molise ha inoltrato formale diffida ai prefetti di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo, al presidente e all’assessore alla Sanità della Regione, ai sindaci e ai direttori generali delle Asl di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo, a tutte le strutture assistenziali e sanitarie accreditate, nonché agli enti e al commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri. 

Un atto, come spiega la segretaria generale Paola Puglielli, affinché si faccia fronte “all’insufficiente-inesistente fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale per il personale esposto con differenti modalità al rischio di contagio da Covid-19”. 

“Ciò si è reso necessario – dice la Puglielli – a fronte delle continue segnalazioni circa la grave carenza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori della sanità abruzzese, per quanti lavorano nei servizi esternalizzati, per gli operatori della sanità privata accreditata e per i professionisti che operano nell’ambito delle attività del Piano Sociale di Zona nei servizi che non sono stati sospesi e che garantiscono la continuità assistenziale presso il domicilio degli utenti”.

“Si rende necessario che gli organi deputati – continua la sindacalista -, ognuno per la propria competenza, adottino Linee Guida univoche e cogenti sull’intero territorio regionale, che sia stabilito a monte la non indifferibilità o meno delle diverse prestazioni assistenziali, come pure occorre una azione di controllo sul rispetto di dette indicazioni”.

“Ancora in queste ore – prosegue la nota – sono ancora troppi gli operatori costretti a lavorare in condizioni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti con la conseguente possibile messa a rischio della loro salute e degli stessi utenti. In moltissimi casi, altresì, si sta registrando l’assoluta scarsezza di mascherine chirurgiche e addirittura si segnala la consegna al personale di pochissime mascherine da utilizzare per più giorni di seguito, nonostante le stesse siano esclusivamente monouso.  Stante l’attuale situazione pandemica, la situazione di grave carenza e le incertezze che continuano a circolare sono evidentemente inaccettabili”.

“Alla Regione Abruzzo – conclude la nota – abbiamo chiesto di emanare con estrema urgenza linee guida univoche per le Asl e per tutti gli operatori privati che stanno prendendo decisioni autonome e in molti casi non conformi tra di loro, creando disagi e confusione tra i lavoratori e alimentando le paure e i timori di chi continua a prestare la propria professionalità al servizio della salute e dell’assistenza”.