L’AQUILA – La Asl provinciale dell’Aquila ha consigliato, anche se non ancora ufficialmente, la chiusura dei cantieri della ricostruzione post terremoto dell’Aquila e del cratere sismico, per “bloccare nel territorio il pendolarismo quotidiano di maestranze, tecnici ed imprenditori”, alla luce della difficoltà di controllare il fenomeno al fine di evitare l’eventuale aumento di contagi al coronavirus.

Fonti interne all’azienda sanitaria sottolineano che sulla tematica non sono chiare le norme emanate nel decreto governativo di ieri sera che per 15 giorni blocca il Paese.

Sempre i dirigenti dell’azienda sanitaria, chiariscono che sono le aziende a dover adottare le misure di prevenzione dettate negli ultimi decreti e che devono segnalare provenienze dalle zone più a rischio e di eventuali casi sospetti per i lavoratori nei cantieri. Per coloro che, in caso di chiusura, rientrano nelle loro residenze non ci sarebbero obblighi di autosegnalazione.

All’Aquila e nel cratere, secondo stime dell’associazione costruttori edili, sono impiegati circa 1.500 persone.

La istanza è stata presentata, tra gli altri, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ieri non si è mostrato d’accordo con lo stop. Lo ha chiesto invece il consigliere regionale aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci che ha chiesto a Biondi e al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, di bloccare i cantieri per isolare il territorio al fine di evitare il rischio di contagio. Anche i costruttori, alla luce della emergenza, si sono detti d’accordo con la chiusura “per il Paese e la salute dei lavoratori e degli imprenditori”, a patto che però ci sia la copertura dei salari con la cassa integrazione speciale.

Oggi Biondi afferma invece: “Apprendo che si starebbe predisponendo una ordinanza per la chiusura dei cantieri nelle aree colpite dal sisma 2009. Come già ribadito si tratta di una scelta condivisibile ma auspico che nella composizione di tale disposizione si tenga conto delle esigenze di lavoratori e imprese. Il Comune dell’Aquila è pronto a fare la propria parte e ho già dato indicazione agli uffici che tali sospensioni non debbano essere computate nei termini di fine lavoro che nelle relative penali di sforamento”,

Lo stop dei cantieri della ricostruzione, però, rischiano di sortire effetti ancora più pesanti per il comparto edilizio.

Un appello accorato è stato rivolto da Roberta Palermini, vice presidente Ance L’Aquila, alle istituzioni tutte affinché diano una mano alle imprese di costruzioni del territorio in panne dopo i decreti emessi dalla presidenza del consiglio dei ministri per l’emergenza Coronavirus.

“Ci sono decine e decine di aziende ferme da giorni di cui nessuno si prende cura”, ha precisato il vice presidente Palermini, “ci sono forniture chiuse, cantieri bloccati e operai a casa da pagare. Cosa dobbiamo fare? Nessun rappresentante istituzionale fino ad ora ha spiegato quale strada bisogna intraprendere”.

Il settore edile, che è sempre stato il motore trainante della nostra economia, è uno dei più colpiti in questo momento. I titolari delle aziende, per tutelare i loro lavoratori, sono stati costretti a sospendere le attività, ma ora rischiano il collasso.

“Riceviamo ogni giorno centinaia di telefonate da titolari di imprese che non sanno come muoversi”, ha continuato il vice presidente Ance, “siamo in contatto con il presidente Adolfo Cicchetti che ringrazio per il suo prezioso lavoro e cerchiamo di ascoltare e rassicurare tutti, ma non basta. Rivolgo un appello a tutte le istituzioni, da quelle regionali a quelle nazionali, e chiedo che venga presa immediatamente una decisione per le sorti di questo settore che non può e non deve restare indietro per il bene di centinaia e centinaia di famiglie. È assolutamente necessario che venga emesso al riguardo, un decreto ad hoc per il fermo dei cantieri, con la conseguente attivazione degli ammortizzatori sociali per gli operai e l’introduzione di interventi straordinari a favore degli imprenditori che, in questo particolare momento storico, si trovano ad affrontare costo fissi di gestione non potendo generare fatturato. Il nostro auspicio è che veramente si possa collaborare tutti in attesa che passi l’emergenza, per superare insieme questo momento e tornare di nuovo a lavorare e a vivere”.