BOLOGNA – Nel mese di marzo sul territorio nazionale sono morti dieci pedoni, in netto calo rispetto a marzo 2018 (ultimi dati Aci-Istat) quando le vittime furono 43, e 11 quelli ricoverati in ospedale con prognosi riservata. 

I dati sono stati raccolti dall’Associazione sostenitori Polstrada (Asaps) e sono parziali, anche se indicativi, mentre saranno ufficializzati da Aci-Istat tenendo conto dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente. 

“Sul dato di marzo 2020 – dice il presidente Giordano Biserni – ha sicuramente influito l’emergenza epidemiologica derivata dal coronavirus, con una quarantena obbligatoria per milioni di cittadini, con un crollo di traffico e numero di sinistri. Ma i pedoni rimangono gli utenti più deboli: dall’1 gennaio al 31 marzo ne sono morti 79″. 

I dati indicano che marzo uno dei conducenti era in stato di ebbrezza alcolica (rispetto agli 11 morti a gennaio perché il conducente era stato sorpreso in stato di ebbrezza alcolica, zero a febbraio), nessuno era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (rispetto ai 2 del mese precedente), mentre in tre casi l’investitore è fuggito dopo l’investimento (6 a gennaio). La regione con il più alto numero di pedoni deceduti a marzo (due) è stata la Lombardia.