L’AQUILA – Il governo studia le mosse dopo il nuovo aumento dei contagi in Italia. Il Viminale scrive ai prefetti: se serve sarà in azione anche l’Esercito per i controlli anti-assembramento. L’esecutivo ha sul tavolo la bozza del prossimo dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre.
Il governo lavora anche all’ipotesi di chiusure mirate e sempre più localizzate. Di fatto alcuni mini lockdown – con i bar chiusi dalle ore 18 alle 6 del giorno successivo e la sospensione delle attività di barbieri e parrucchieri – sono già stati disposti in alcuni territori.
Gli ultimi sono previsti con un’ordinanza della Basilicata nel Potentino, fino al 13 ottobre per i comuni di Tramutola e Marsicovetere.
Nel resto del Paese i controlli, per espressa richiesta del Viminale, saranno sempre più stringenti. Il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, ha indirizzato una circolare ai prefetti allo scopo di adottare tutte le iniziative di propria competenza per limitare il rischio del contagio.
Nella circolare si ribadisce “l’impegno delle Forze di polizia nell’assicurare il rispetto delle disposizioni anti-Covid attraverso i servizi di prevenzione generale che caratterizzano le attività di controllo del territorio, come anche la possibilità di controlli mirati in relazione ai luoghi urbani e alle fasce orarie di maggiore affollamento”. Se non bastasse, scenderanno in campo anche i militari. Le attività di controllo potranno essere modulate – si legge nella circolare – “con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo ‘Strade Sicure’, nel quadro del pertinente Piano di Impiego'”.






