L’AQUILA – Sono 77 i nuovi positivi al coronavirus in Abruzzo.
Di questi 39 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, 16 a quella di Chieti, 7 a quella di Pescara, 13 a quella di Teramo.
Per due persone le residenze sono in accertamento.
Aumentano i ricoverati, sono 7 in più rispetto a ieri, arrivando a 124 (di cui 8 in terapia intensiva, in crescita di un caso).
1.293 persone sono in isolamento domiciliare, 3.153 dimessi/guariti, 1.417 gli attualmente positivi, 223.420 test complessivi.
I positivi di oggi hanno età compresa tra 4 e 86 anni.
15 CASI NELL’AQUILANO, 21 NELLA MARSICA, LA SITUAZIONE
Dei 39 positivi registrati oggi in provincia dell’Aquila, ancora una volta la più contagiata tra quelle abruzzesi, 15 sono riferiti all’area dell’Aquila, 21 a quella della Marsica e 3 nella Valle Peligna e nell’Alto Sangro, dove quindi i focolai delle scorse settimane sono stati debellati.
Tra i contagiati aquilani i casi sono riferiti alla chiusura di bar, ristoranti e palestre: tra questi anche un giovane atleta dell’Aquila rugby.
Nella Marsica sono risultati positivi un sacerdote dell’istituto religioso Don Orione di Avezzano ed una anziana della Rsa che si trova nello stesso centro. E’ in corso il tracciamento delle persone entrate in contatto.
Intanto, sempre nel capoluogo regionale, emergono particolari sul focolaio della popolosa frazione di Paganica dove, secondo fonti sanitarie, il tutto sarebbe partito dalla festa della birra.
Le tre studentesse di ingegneria risultate positive – per questo motivo sono stati sospesi tre corsi -, sarebbero state contagiate da altri clienti presenti in alcuni dei locali chiusi nei giorni scorsi.
La preoccupazione che si respira all’Aquila e in provincia è testimoniata dal boom di richieste di tamponi pervenuto al centro Dante Labs in funzione nel Tecnopolo d’Abruzzo all’Aquila dove, solo oggi, sono stati effettuati circa 500 tamponi.
Cresce anche il timore tra ristoratori e commercianti, molti dei quali in questi giorni sono stati costretti a chiudere le proprie attività a scopo precauzionale a causa dei contagi di clienti o dipendenti.
ASL L’AQUILA: “PANICO INGIUSTIFICATO, NO AI TAMPONI FAI DA TE”
“A seguito dell’aumento di alcuni casi di positività a Sar-Cov2, verificatisi nell’ambito del territorio della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, più accentuati nel Capoluogo, legati, peraltro, ad alcuni focolai, ben individuati, collegati ad attività ludiche (palestre, feste di compleanno, assembramenti in locali di intrattenimento), si sta assistendo, prevalentemente in L’Aquila ed in zone limitrofe, ad un’immotivata ondata di panico, che sta determinando, nella popolazione, una corsa alla ricerca dell’effettuazione del test molecolare (tampone naso-faringeo), senza preventiva consultazione dei sanitari di riferimento”.
Lo dice, in una nota, la stessa Asl dell’Aquila.
“Nel raccomandare alla popolazione – scrive l’Asl nella nota – che non è di alcuna utilità lasciarsi andare a forme di immotivata e, per certi versi isterica, preoccupazione, si rammentano alcune raccomandazioni che è opportuno seguire con attenzione e costanza:
1) In primis attenersi scrupolosamente alle più volte raccomandate norme di comportamento (distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine protettive in ogni frangente sia all’aperto che in luoghi chiusi, lavaggio costante e frequente delle mani, evitare assembramenti e permanenza in luoghi affollati, comportamenti virtuosi anche in casa in presenza di persone fragili);
2) in caso di sintomatologia, anche lieve, ma che possa destare nel cittadino, un qualsivoglia sospetto di malattia legata al Covid-19, evitare assolutamente il fai da te; rivolgersi al proprio medico curante, che sarà il primo baluardo verso il diffondersi dell’infezione; sarà, infatti lui, ad effettuare la valutazione clinica e ad individuare il giusto percorso e diagnostico e terapeutico; assolutamente ingiustificata quindi la corsa al “tampone” senza preventiva valutazione medica, corsa al tampone che potrebbe, addirittura, dimostrarsi deleteria, se non effettuata con le dovute raccomandazioni e prescrizioni (possibilità di divenire vettori di malattia);
3) il medico curante, fatte le opportune valutazioni, prescriverà e comunicherà al Dipartimento di Prevenzione ed al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, la necessità di effettuare una valutazione diagnostica mediante test molecolare con tampone naso-faringeo, permettendo, in tal modo, al Servizio di Igiene, struttura dedicata al tracciamento dei contatti, di inserire nel proprio data-base tutte le informazioni del caso segnalato, ulteriormente approfondite da un mirato colloquio telefonico;
4) in caso di positività a malattia da SARS-COV2, gli operatori del Dipartimento di Prevenzione, già allertati, potranno dedicarsi a rintracciare tutte le persone che, nell’arco temporale indicato dai D. Lgs. vigenti, hanno avuto un contatto stretto con il positivo, permettendo in tal modo, l’isolamento ed il corretto tracciamento del focolaio.
Non seguire le predette norme di comportamento ed affannarsi verso un deleterio “ci penso io” potrà determinare un mancato completo controllo di possibili focolai locali, impedendo agli operatori del Servizio di Igiene, particolarmente esperti nel contact-tracing, di valutare le modalità di trasmissione di eventuali contagi”.
“I cittadini della nostra provincia – conclude l’Asl -, persone che hanno saputo soffrire e risollevarsi dal terremoto, non devono lasciarsi andare ad immotivate forme di psicosi sociale, devono affidarsi ai professionisti della salute della struttura pubblica e lasciarsi guidare da chi, nel corso di questi lunghi mesi, ha saputo controllare la diffusione del virus nel nostro territorio”.






