L’AQUILA – I contagi aquilani da coronavirus sono saliti a quattro.
A cui si devono aggiungere la “paziente 1” lombarda, che attende solo la negativizzazione definitiva per tornare al nord e il ragazzo di origini campane che gestisce in città un’attività di svago.
Le ultime due positività in ordine di tempo, rese note dal servizio Tutela e Prevenzione della Salute della Regione, riguardano due donne, entrambe quarantenni.
La prima era già in sorveglianza domiciliare attiva perché inserita nel gruppone dei contatti ultimi del giovane di origini campane. La donna è stata sottoposta a tampone alla comparsa dei sintomi influenzali ed è stata portata precauzionalmente in ospedale. La sua famiglia è in quarantena. La donna è dipendente dell’Ateneo aquilano: per questo ieri è stata avviata un’opera straordinaria di sanificazione dell’edificio di Coppito.
Operazione complessa che ha comportato la chiusura della struttura con il personale che lavorerà a distanza. L’altro caso è quello che desta maggiori preoccupazioni perché riguarda un medico che lavora al San Salvatore e, occasionalmente, anche nella Marsica.
È stata posta in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, al momento le sue condizioni non sono preoccupanti.
È in corso un accurato controllo sulla rete di contatti. C’è poi un terzo caso, che riguarda una giovane studentessa marsicana che ha annunciato il contagio postando una sua foto su Facebook, dal letto d’ospedale del San Salvatore. La ragazza ha tenuto a specificare, rispondendo ai commenti, che è assente dal suo paese d’origine da oltre un mese.
La sensazione è che anche L’Aquila sia giunta ormai al momento più delicato dell’epidemia. Non tanto per i numeri delle positività, che rispetto alla costa restano ancora contenuti, quanto per l’aumento dei ricoveri e dei casi sospetti.
Sono cento i tamponi complessivamente eseguiti al San Salvatore, in cui sono compresi anche alcuni che arrivano dalla Marsica, dalla Valle Peligna o dall’Alto Sangro.
Di questi trenta hanno riguardato i ricoverati, settanta gli “esterni”, quelli che non hanno fatto ricorso alla cure in ospedale o sono rimasti in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva.
Di questi ancora una ventina è in attesa di essere processato.
Sotto stress anche il reparto di Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, che avrebbe un solo posto a disposizione: dei 23 positivi totali accertati finora, che comprendono anche altri territori della provincia, 19 sono tutt’ora ricoverati, 3 sono in isolamento domiciliare e uno è stato trasferito a Roma.
Quattro persone sono ricoverate nel “Covid hospital”, il nuovo ospedale ricavato nei locali del G8, i prefabbricati realizzati per i grandi della Terra dopo il sisma 2009, dedicati tutti alla nuova emergenza.
Si tratta di quattro pazienti in terapia intensiva che sono stati intubati: ci sono quattro uomini, due di Pescara, uno di Castel di Sangro e l’ultimo, un medico di Avezzano. C’è anche un malato arrivato da Lodi, ormai negativo al Covid-19, ma comunque ancora in gravi condizioni e ricoverato nel reparto di rianimazione.




