PESCARA – In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 74 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara. 

Per un conteggio errato (un doppio test era stato riferito invece a un nuovo caso), spiega il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione, questa mattina era stato comunicato che i positivi erano 75. 

49 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 10 in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 401 test, di cui 327 sono risultati negativi. 

Dei casi positivi, 8 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 15 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 43 alla Asl di Pescara e 8 alla Asl di Teramo. 

Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione. 

Nella notte sono arrivati i risultati sul tampone del presidente della Regione, Marco Marsilio, negativo al Covid-19.

Negativi anche i test effettuati sui collaboratori del governatore abruzzese.

CASO POSITIVO IN PROCURA PESCARA, PAURA PER TRIBUNALE

Un esponente della polizia giudiziaria, in servizio presso la Procura di Pescara, è risultato positivo al Coronavirus. Il caso sta destando grande apprensione tra i dipendenti della Procura, il cui accesso agli uffici era stato limitato, nella giornata di ieri, da un provvedimento del presidente del Tribunale, che aveva disposto dei presidi su turnazione.

A quanto si apprende, tuttavia, l’uomo – un collaboratore di un sostituto procuratore – aveva manifestato sintomi febbrili e tosse già da diversi giorni, e dunque c’è il rischio che il contagio sia stato esteso a colleghi, parenti ed altre persone.

L’acceso al Palazzo di Giustizia, nel frattempo, resta limitato, sulla base dell’ultimo decreto del Governo e delle disposizioni del presidente del Tribunale, esclusivamente a “magistrati e personale di tutti gli uffici giudiziari, di quelli distaccati dal Comune di Pescara e delle imprese che stanno effettuando i lavori nella struttura”.

Hanno accesso al Tribunale anche “gli avvocati che attestino per iscritto la necessità di accedere per lo svolgimento delle attività urgenti consentite dal decreto, gli avvocati designati quali difensori d’ufficio per il rinvio dei processi penali calendarizzati nello stesso giorno, gli avvocati di imputati per i quali è prevista la trattazione necessaria (udienza di convalida di arresto e del fermo, udienze dei procedimenti nei quali nel periodo di sospensione scadono i termini), i testimoni in processi a trattazione necessaria che saranno giornalmente indicati al presidio di ingresso dalla cancelleria penale e uffici gip/gup”.

 
A L’AQUILA CHIUSO REPARTO GERIATRIA, SCATTATE PROCEDURE PER PERSONALE E PAZIENTI

Il reparto di Geriatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila è stato chiuso nella notte, temporaneamente e per motivi precauzionali, dopo la positività di un uomo di 66 anni, arrivato ieri al pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila con polmonite e febbre, poi visitato dai medici del reparto di medicina ed appoggiato nella struttura “sigillata”. 

All’interno ci sono infermieri e medici oltre ai pazienti. 

Il 66enne è arrivato da Castel di Sangro (L’Aquila), dove è stato visitato, ed ora è ricoverato, intubato, al reparto malattie infettive. 

Tra gli operatori ed i medici sono scattate le procedure di sicurezza anche se il paziente è stato trattato con mascherine e dispositivi di sicurezza. 

Alcuni operatori sono stati posti in isolamento a casa. 

Secondo quanto si è appreso, il reparto, sanificato, e con i controlli a pazienti ed operatori,  potrebbe riaprire nelle prossime ore.

E’ la seconda volta che il reparto viene chiuso momentaneamente e a livello precauzionale: nei giorni scorsi per 36 ore per il passaggio di una anziana poi, fortunatamente, risultata negativa.

POSITIVO FUNZIONARIO DELLA GIUNTA ABRUZZESE

Un funzionario della Giunta regionale abruzzese è risultato positivo al Covid 19.

Si tratta di un teramano che sarebbe tornato da una settimana bianca in Trentino nella giornata di domenica: una volta accusato sintomi, tra cui la febbre, è rimasto a casa dove, in seguito all’esito del tampone, è in isolamento.

Sono stati messi in quarantena parenti ed amici.

Non ci sono rischi per i colleghi di ufficio.

L’uomo sarebbe incardinato all’Aquila ma avrebbe incarichi che lo portano in giro per l’Abruzzo. 

ALLERTA ALL’OSPEDALE DI LANCIANO, ANZIANA POSITIVA TRASFERITA A CHIETI

Apprensione all’ospedale “Renzetti” di Lanciano per un nuovo caso di Coronavirus, accertato questa mattina a seguito del test risultato positivo su un’anziana di 91 anni, ricoverata al Renzetti da domenica scorsa.

Secondo quanto appreso, la donna sarebbe arrivata in ospedale a seguito di una caduta, girando per vari reparti e in particolare pronto soccorso, medicina, sala operatoria e infine ortopedia dove si trovava fino a stamattina quando è stato effettuato il tampone.

È in corso il trasferimento nell’ospedale di Chieti.

Mentre si cerca di ricostruire tutti gli spostamenti della donna, risalendo quindi alle persone con cui è entrata in contatto, i medici e gli operatori sanitari che sono entrati in contatto con lei sono stati messi in quarantena.

Sono in corso le operazioni di sanificazione degli spazi.

NON CI SONO AQUILANI SU OTTO CASI, SEI SONO RICOVERATI  

Al momento non ci sono cittadini aquilani positivi al Coronavirus, ma in ogni caso ci sono delle positività di persone comunque attive in città che hanno generato la necessità di isolamenti domiciliari fiduciari, a scopo precauzionale. 

Gli otto casi acclarati che fanno riferimento all’Asl provinciale dell’Aquila, infatti, riguardano o persone che arrivano da fuori o pazienti per cui è stato necessario il trasferimento o il ricovero al San Salvatore del capoluogo regionale. 

Di questi pazienti, sei sono ricoverati al reparto di Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, altri due sono stati trasferiti a Roma e Chieti. 

Tra questi casi, ci sono persone non native dell’Aquila, ma in ogni caso inserite nella comunità. 

Gli ultimi due in ordine di tempo, ufficializzati dal servizio Tutela e Prevenzione, sono un paziente di Castel di Sangro, che era stato ricoverato in un reparto del San Salvatore, che ha bisogno della terapia intensiva (primo in provincia), per cui è stato necessario operare la chiusura del reparto di Geriatria, dove era transitato, e un giovane, anch’esso non aquilano, ma che in città gestisce un’attività legata allo svago. Questa è la situazione che ha generato maggiori preoccupazioni: sebbene il giovane sia in buone condizioni, infatti, è stato necessario rintracciare e avvertire molte persone affinché osservassero il giusto periodo di quarantena. 

Gli altri casi acclarati riguardano la dottoressa lombarda, tirocinante, positiva al contagio una volta tornata all’Aquila per sostenere l’esame di abilitazione professionale, poi rinviato dal governo. La ragazza sta bene ormai da tempo, ma gli ultimi tamponi non sono ancora negativi e quindi non può essere ancora dimessa. 

Ci sono poi, sempre con riferimento all’Asl dell’Aquila, il medico marsicano, in servizio all’ospedale di Pescina, impiegato anche ad Avezzano, la cui positività ha molto preoccupato la Marsica, e un parente dell’uomo morto a Ortona, poi trovato positivo. L’ultimo è un paziente marsicano la cui positività è stata resa nota dal comune di Scurcola marsicana. Ci sono, infine, l’imprenditore romano di passaggio nell’Alto Sangro, dove è andato a sciare, che è stato trasferito all’ospedale Gemelli a Roma, e una donna che ha avuto accesso all’ospedale dell’Aquila, con problemi respiratori e in cura a Pavia, che poi è stata trasferita a Chieti. 

Esistono, poi, due situazioni in qualche modo correlate alla città: sono positivi un funzionario della giunta regionale, del Teramano, e un tecnico che ha lavorato in un cantiere della ricostruzione, del Pescarese. Anche per queste circostanze sono stati circoscritti i contatti, a scopo precauzionale. 

MARSILIO NEGATIVO AL COVID-19: SIAMO AL LIMITE CAPACITA’ RICOVERI

“Nel corso della notte è arrivato l’esito del tampone effettuato ieri, che ha escluso il contagio da Coronavirus. Non avevo molti dubbi, vista l’occasionalità del contatto avuto con Nicola Zingaretti, ma è stato giusto adottare tutte le precauzioni, seguire con disciplina i protocolli sanitari e le regole che stiamo imponendo a tutti i cittadini per contenere, combattere e sconfiggere il virus”. 

A renderlo noto è il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha pubblicato anche sulla sua pagina Facebook un post, annunciando l’esito negativo del tampone.

“Anche se non ho mai temuto di essere davvero contagiato, in un angolino riposto della mia testa il ‘tarlo’ di poter diventare l”untore’ della mia famiglia lavorava incessantemente e minava la serenità. Torno quindi a baciare e abbracciare mia moglie e mia figlia dopo giorni di autoisolamento e rapporti ‘a distanza’ pur nella stessa casa. Comincia un’altra giornata campale: purtroppo l’onda lunga dell’epidemia è arrivata, da quattro giorni il ritmo dei contagi e dei ricoveri in Abruzzo raddoppia quotidianamente, siamo già al limite della capacità di ricovero, con alcuni reparti chiusi o ridimensionati perché sono stati contagiati medici e paramedici, in prima linea come sempre”, prosegue. 

“Dobbiamo mettere tutte le energie a disposizione di questa impresa. La collaborazione dei cittadini è essenziale: restate a casa! Tutti quelli che possono farlo, restino nelle loro abitazioni, evitino spostamenti e contatti non necessari, mantengano le distanze di sicurezza quando costretti a uscire e incontrare persone. Ce la faremo solo lottando tutti insieme, con senso di responsabilità!”, conclude.

IN ABRUZZO CONTAGI IN AUMENTO, VERI’, ”SERVE RESPONSABILITA”’

“Ho il dovere di rivolgere un ulteriore e accorato appello a tutti gli abruzzesi, affinché evitino di uscire di casa e di spostarsi se non è strettamente necessario. I contagi, infatti, stanno aumentando di giorno in giorno ed è indispensabile ridurre al minimo le possibilità di circolazione del virus”.

Lo sottolinea l’assessore alla salute, Nicoletta Verì, che torna a chiedere uno sforzo ancora più importante all’intera comunità regionale.

“Purtroppo – continua l’assessore – continuiamo ad assistere, nonostante le tante raccomandazioni, a comportamenti irresponsabili che mettono a repentaglio la salute di tutti noi. L’ho detto già nei giorni scorsi: non stiamo vivendo un film di genere catastrofico, in cui gli autori snodano le situazioni e delineano il finale della storia. Questa, invece, è la realtà e spetta a noi impegnarci per arrivare al lieto fine prima possibile”.

“Il nostro sistema sanitario regionale – prosegue la Verì – è sottoposto a uno stress enorme, ma i tanti professionisti che da giorni lavorano senza sosta all’interno delle strutture, ne stanno garantendo la tenuta e le cure agli ammalati. Le risorse, però, non sono infinite e qui entra in gioco il senso civico e di responsabilità di ogni singolo cittadino: non creiamo situazioni inutilmente rischiose per questi uomini e donne che sono in prima linea per tutti noi. E soprattutto evitiamo comportamenti pericolosi ed evitabili, che andrebbero a gravare su una rete già in emergenza”.

“Ci sono zone della nostra regione – aggiunge – in cui abbiamo registrato casi ancora non completamente tracciati e su cui c’è un’altissima attenzione da parte dei clinici. Allo stesso modo, però, voglio invitare i cittadini alla calma e a non farsi prendere dal panico, ma di contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia per comunicare eventuali e inspiegabili peggioramenti del proprio stato di salute. Capisco che il contesto condiziona la nostra capacità di giudizio, ma pur mantenendo alta la guardia, non dimentichiamo che non tutte le sindromi influenzali sono legate al Coronavirus: e lo dimostra il dato dei tamponi eseguiti dall’inizio dell’emergenza a oggi, con oltre l’80 per cento che ha dato esito negativo. Fidiamoci, dunque, di quello che ci dicono gli infettivologi, che sono gli unici a stabilire i sintomi che giustificano l’effettuazione di un tampone”.

“Inutile nascondere – conclude l’assessore – che la situazione è seria e non va sottovalutata. Come istituzioni abbiamo predisposto in anticipo tutte le azioni utili a far fronte a un’eventuale maxi emergenza e a limitarne l’impatto, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, che si concretizza nel modificare in questo periodo le nostre abitudini. Non è il momento, poi, delle polemiche e per questo trovo inaccettabile leggere attacchi su trasferimenti di pazienti o attrezzature da un ospedale all’altro: sono possibilità contemplate dal piano di emergenza vigente, perché i pazienti positivi al contagio vanno il più possibile isolati e concentrati in poche strutture. E lo stesso vale per il personale e le attrezzature che devono arrivare dove sono più necessarie. Basta dunque a dibattiti inutili e strumentali, perché oggi l’obiettivo è più importante e per centrarlo dobbiamo essere uniti”.

Nel frattempo, si continua a lavorare anche su altri aspetti tecnici connessi alla gestione dell’emergenza, come il provvedimento che renderà finalmente fruibili a tutti i servizi della ricetta dematerializzata.

Al fine di limitare il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, infatti, il cittadino d’ora in poi potrà recarsi in farmacia esibendo la tessera sanitaria e il numero di ricetta elettronica comunicato dal medico.

Il farmacista, grazie al codice, individuerà la prescrizione e dispenserà i farmaci. Il tutto, appunto, senza recarsi nell’ambulatorio del proprio medico.