L’AQUILA – L’Abruzzo eccelle, prima in Italia, per la capacità di contrasto all’evasione fiscale, relativamente ai tributi di sua competenza.
Ma quello delle regioni resta comunque un apporto modesto nell’attività di accertamento e riscossione. Si scopre poi che nel corso negli anni le entrate dei tributi regionali in Abruzzo sono diminuitI: erano 3 miliardi e 728.320 nel 2009, sono risultatI 2 miliardi e 292.230 nel 2018. Mentre complessivamente le entrate delle regioni itaiane sono aumentate.
Numeri significativi, in vista della grande riforma a venire dell’autonomia differenziata, con cui le regioni potranno trattenere più entrate fiscali, per gestire servizi e attività ora finanziate e gestite dallo Stato centrale.
Numeri contenuti nella relazione presentata dalla Corte dei conti nell’audizione alla Camera dell’11 dicembre, in commissione Finanze. Nell’ambito appunto dell’indagine conoscitiva sui sistemi tributari delle Regioni e degli enti territoriali nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale e dell’autonomia differenziata.
L’Abruzzo, assieme al Molise, è l’unica regione italiana che ancora non presenta una proposta di accordo con l’elenco delle materie che si intende gestire direttamente.
Da qui l’importanza del monitoraggio preventivo da parte della Corte dei Conti, sulla capacità sul fronte delle entrate fiscali da parte delle singole regioni come sottolinea la Corte dei Conti, “un sistema autonomistico tende a realizzare un modello di gestione delle funzioni e degli strumenti fiscali ripartita tra i diversi livelli di governo e persegue la finalità di raggiungere una migliore efficienza del sistema fiscale, devolvendo poteri e competenze ai livelli decentrati di governo. Le risorse rinvenienti dall’autonomia di entrata degli enti dovrebbero costituire, quindi, la principale forma di finanziamento, residuando al ruolo statale i fondi perequativi e gli interventi speciali”.
In particolare sottolinea la Corte dei Conti, “Le Regioni sono chiamate a partecipare al gettito derivante dal contrasto dell’evasione fiscale, che le impegna espressamente a sviluppare i mezzi di contrasto all’evasione, elusione ed erosione dei tributi regionali e a migliorare l’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate tributarie, così da assicurare il più ampio recupero delle basi imponibili”.
Da questo punto di vista l’Abruzzo eccelle, si legge nella scheda allegata alla relazione, sul fronte del contrasto all’evasione fiscale, ovvero dell’attività di recupero con il concorso delle Regioni, “sui versamenti F24 da accertamento e controllo”.
Tasso medio di gettito recuperato nel triennio 2016-2018 è infatti in Abruzzo di circa l’1,3 per cento del gettito totale. Seconda è la Lombardia, di poco sopra all’ 1 per cento, terza il Lazio di poco sotto all’1 per cento. Ultimo è il Molise con lo 0,60 per cento.
La Corte dei conti osserva però che “l’accresciuto ruolo riconosciuto a Regioni e Comuni nell’azione di contrasto dell’evasione dei tributi erariali non sembra accompagnato da un significativo potenziamento operativo dell’amministrazione fiscale. Ne è conferma il ridotto importo del gettito derivante dal riversamento diretto alle Regioni che hanno concorso all’attività di recupero dei tributi propri derivati e delle addizionali ai tributi erariali”.
Al di là delle classifiche e medagliette, resta ancora molto da migliorare.
La Corte dei Conti evidenzia poi che “l’Irap e l’addizionale regionale all’Irpef (per le quote non destinate alla sanità), con l’aggiunta delle tasse automobilistiche (il cui peso è pressoché equivalente a quello delle altre due), rappresentino il pilastro dell’autonomia impositiva delle Regioni”.
L’Abruzzo, si legge sempre nella relazione a tal proposito, nel 2016 ha recuperato 23.931.000 di Irap, 3.631.000 di addizionale Irpef , nel 2017 ha recuperato 38.941.000 di Irap e 3.433 di addizionale Irpef, nel 2008 rispettivamente 34.168.000 e 2.927.000.
Significativa anche la scheda che riporta le entrate dei tributi regionali, nell’ultimo decennio. Ecco quelle dell’Abruzzo: nel 2009 3 miliardi e 728.320 euro; nel 2010 2.716.972; nel 2011 2.457.119; nel 1.909.837; nel 2012 1.796.098; nel 2013 1.742.547; nel 2014 1.148.655; nel 2015 1.742.547, nel 2016 2.481.205; nel 2017 2.288.318, nel 2018 2.292.230.
Si registra una diminuzione, si presume provocata anche dalla crisi economica. Come accaduto per altre regioni, ma in uno scenario a macchia di leopardo. Complessivamente le entrate sono state nel 2009 99.211.179 nel 2018 102.334.988, dunque in aumento.






