CHIETI – Il presidente del Consorzio di bonifica Centro, Roberto Roberti, si difende e dice la sua ad AbruzzoWeb sull’inchiesta che lo vede indagato per traffico illegale di rifiuti.

Roberti sottolinea “la regolarità nella gestione del depuratore di San Martino” e chiama in causa “il vicino impianto privato della Depuracque srl”.

“Nell’impianto consortile – dice una nota della presidenza del Consorzio – vengono lavorati esclusivamente liquidi di provenienza organica e cioè da fognature, da spurgo di pozzi neri, nonché da rifiuti liquidi provenienti da altri impianti (percolati, acque di lavaggio, reflui di lavorazioni alimentari), tutti ricompresi nell’ambito dei codici Cer per i quali il Consorzio è stato autorizzato dalla Regione Abruzzo mediante apposita Aia rilasciata fin dal 2008 e valida fino all’anno 2018”.

Viene specificato e sottolineato che tali reflui lavorati dal Consorzio “sono biodegradabili e pertanto per loro stessa natura non in grado di generare alcun disastro ambientale”.

“Nella stessa indagine è coinvolta anche la Depuracque Srl – si legge ancora nella nota – che, in altro sito contiguo a quello consortile, lavora fluidi di altra natura con processo di tipo chimico diverso da quello biologico usato dal Consorzio. Si sottolinea, pertanto, la differenza sostanziale delle due lavorazioni soprattutto in ordine alla pericolosità ambientale dei fluidi trattati”.

“In ogni caso – conclude la nota – il Consorzio di Bonifica Centro esprime la massima fiducia nell’operato degli organi inquirenti e dichiara la piena disponibilità ad ogni forma di fattiva collaborazione ai fini di chiarezza”.