TERAMO – Prima le dimissioni da vice coordinatore della Lega in provincia di Teramo, ora come era da settimane nell’aria, l’addio al partito: il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, ex sindaco di Ancarano, con una stringata comunicazione alla presidenza del consglio regionale ha ufficializzato oggi la sua adesione al gruppo misto.
Il malessere di Di Matteo covava da tempo, per la gestione del partito di cui è coordinatore regionale il sottosegretario di Stato all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo. E a far precipitare le cose il “tradimento” della Lega perpetrato nei confronti del candidato alla presidenza della Provincia Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro, con i voti, in particolare dei consiglieri di Giulianova, del sindaco Jwan Costantini, andati all’ultimo momento al candidato, poi risultato vincente, Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana appoggiato da centrosinistra nel comune di Teramo, del sindaco ricandidato alle comunali del 15 maggio, Gianguido D’Alberto, oltre che da Italia viva e M5s.
La Lega, che aveva eletto 10 consiglieri nel 2019, e con quattro assessori, aveva già perso i tre consiglieri Simone Angelosante, Tony Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio, ora federati con Forza Italia. Con l’addio di Di Matteo i salviniani scendono a quota sei consiglieri.
Tra gli assessori, come rivelato da Abruzzoweb, potrebbe a breve passare con Fratelli d’Italia, l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.






