L’AQUILA – La seduta del Consiglio regionale, tornato a riunirsi all’Aquila dopo la pausa invernale a Pescara, è stata sciolta dopo la discussione aperta dalla informativa del governatore, Marco Marsilio, di Fdi, per la mancanza del numero legale causata dall’abbandono dell’aula da parte del gruppo della Lega, azionista di maggioranza della coalizione con i suoi 10 consiglieri sui 18 del centrodestra.
L’azione dei salviniani fa ripiombare la coalizione nella crisi politica dopo quelle sulle nomine Asl in agosto e sul bilancio in dicembre che hanno caratterizzato il primo anno di governo del centrodestra.
Un fatto che ha fatto insorgere le opposizioni di centrosinistra e Movimento Cinque stelle.
Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno sul coronavirus e rinviato nomine e l’equiparazione del sottosegretario allo stato assessore.
La decisione della Lega era stata anticipata al termine del summit per preparare la seduta di oggi del consiglio regionale.
Il coordinatore, Luigi D’Eramo, aveva annunciato il no a questioni sul quale c’era l’intesa tra Fdi e Fi.
In particolare, il dissidio riguarda due punti all’ordine del giorno di oggi: la designazione dell’ex consigliere ed assessore regionale azzurro Paolo Gatti come componente della Sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, un incarico di un milione di euro lordi per cinque anni, e la surroga del sottosegretario forzista Umberto D’Annuntiis, in modo da equipararlo a un assessore in modo tale da potersi dimettere temporaneamente e far entrare in Consiglio Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, primo due non eletti. Due questioni che si trascinano, irrisolte, da mesi e sulle quali non è stato trovato finora l’accordi tra i salvianini e il resto del centrodestra.
ll gruppo del Movimento Cinque Stelle, in apertura dei lavori della Consiglio regionale all’Aquila, si è presentato in aula indossando una maglietta con la scritta “Emergenza Abruzzo: poltronavirus”, in riferimento ironico e polemico nei confonti della maggioranza di centrodestra.
Sara Marcozzi, ha spiegato che “questa è la sindrome che affligge la maggioranza fin dall’insediamento. A un anno di distanza si parla solo di poltrone e di aumento di stipendi. Una continua asta al rialzo per le poltrone. Le reali esigenze dei cittadini sono altre: sanità, trasporti, lotta al dissesto idrogeologico, strade colabrodo, coste erose dal mare. Questa maggioranza si occupa solo di poltrone”.
Durissimo anche Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune. “La vicenda poltrone tiene ormai banco da mesi, non c’è emergenza che tenga, non c’è argomento o tema che faccia desistere questo centro destra dall’occuparsi di nomine e beghe interne”.
Infine il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci.
“Il giocattolo è rotto, e adesso lo vedono tutti – incalza Paolucci – La Giunta lenta non ha più neanche una maggioranza su cui appoggiare il suo nulla, l’alleanza è in frantumi, i giochi di potere hanno svelato l’inconsistenza di un progetto mai davvero nato. Lo strappo della Lega sull’ennesima manovra oscura certifica la crisi di un esecutivo fondato sulla reciproca diffidenza, sugli sgambetti, sul livore”.
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