L’AQUILA – Via libera in consiglio comunale alla rotazione della destinazione d’uso da attrezzature direzionali ad attrezzature commerciali, necessaria per realizzare un nuovo spazio commerciale lungo la statale 17, al fianco del centro operativo di Poste Italiane e davanti al complesso sportivo di Centi Colella.
A votare a favore il centrodestra, tranne il capogruppo di Fratelli d’Italia Leonardo Scimia, mentre l’opposizione ha votato contro, con un’eccezione del gruppo del Passo Possibile, che si è astenuto.
Approvata invece all’unanimità l’adozione di variante per il polo universitario di Lenze di Coppito, presentato da Univaq, davanti all’ospedale San Salvatore, ma con un emendamento delle opposizioni, con primo firmatario Stefano Palumbo, che chiede al Comune di adottare un piano di recupero urbano dell’area dell’ospedale, oltre il perimetro dell’intervento.
Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato poi stamani l’assestamento al bilancio di previsione 2023-2025 e la contestuale salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Il primo intervento riguarda il nuovo polo commerciale, nella zona ovest della città, con un centro di media distribuzione, un negozio di vicinato e un bar, realizzazione di verde pubblico, parcheggi e realizzazione a carico del privato di una rotonda. La proposta è stata avanzata dalla società Eidon di Roma, collegata alla famiglia Specchio, sul terreno acquistato nel 2018, e la variazione prevede il passaggio dalla destinazione d’uso da “Zona destinata ad attrezzature generali”, a zona per “attrezzature direzionali” e per “attrezzature commerciali”.
Il secondo provvedimento riguarda un nuovo insediamento universitario all’Aquila, da oltre 1o milioni di euro, adiacente al polo scientifico di Coppito e all’ospedale San Salvatore, con l’implementazione degli spazi della didattica, con uffici e laboratori, strutture di accoglienza e residenze universitarie, e in virtù di un accordo di programma con il Comune dell’Aquila. L’area dell’intervento è quella della località Lenze di Coppito, delimitata dal fiume Aterno a sud, dalla statale 80 a nord, dalla strada provinciale 33 di Coppito ad ovest e dalla strada di accesso all’ospedale San Salvatore ad est. All’interno di questa area l’università è proprietaria esclusiva dei terreni di due lotti destinati ad “attrezzature socio-sanitari” e ad “attrezzature universitarie”.
Presentando il provvedimento, l’assessore alle Politiche urbanistiche, Francesco De Santis, ha sottolineato “come i lavori previsti porteranno alla realizzazione di un nuovo insediamento dell’ateneo con aumenti degli spazi per la didattica, l’accoglienza e la ricerca. L’università realizzerà inoltre, a beneficio della città, parcheggi da 450 posti auto e un nuovo assetto della viabilità che renderà più agevole l’accesso alla cittadella e all’ospedale San Salvatore. L’ateneo, che sosterrà tutte le spese pari a circa 10 milioni di euro, oltre ad allestire il nuovo blocco e le varie infrastrutture, provvederà a realizzare un edificio per l’accoglienza, l’hospice universitario attraverso la demolizione di un fabbricato in stato di abbandono e la successiva ricostruzione, e aree di verde attrezzato”.
Tornando al sito commerciale a Centi Colella, il Pd in una lunga nota spiega le ragioni della contrarietà.
“Sia chiaro, il voto di contrarietà non è stato solo rispetto ad un progetto che, a dire il vero, è meno impattante rispetto ad altri approvati da questa amministrazione e che, tra l’altro, s’inserisce all’interno di una strada-mercato non pianificata, un’area commerciale che nel tratto di 2 km vede la presenza di decine di attività commerciali di piccole o medie dimensioni a cui se ne andranno ad aggiungere, oltre questa, almeno altre tre o quattro di pari grandezza se non superiore, già in programma o in cantiere. Il voto di contrarietà ha voluto, anche e soprattutto, rappresentare una denuncia del lassismo della Giunta Biondi che, in questi anni, ha abbandonato qualsiasi attività di pianificazione urbanistica lasciando che a dettare le scelte fossero gli interessi di alcuni imprenditori”.
Prosegue il Pd: “una politica scellerata che sta minando lo sviluppo futuro della città e, tra l’altro, penalizza anche gli imprenditori che dovrebbero poter investire sapendo cosa si può costruire, dove e con quali modalità, ed invece sono costretti a ‘contrattare’ continuamente con l’amministrazione. Abbiamo letto, nei giorni scorsi, alcuni appelli a votare contro la proposta per tutelare gli interessi della piccola distribuzione, dei negozi di prossimità, delle botteghe; vogliamo dirlo chiaramente: se il ragionamento è questo siamo fuori strada. E non perché non si condividano le preoccupazioni legate all’affanno che vive il commercio al dettaglio, anzi: andrebbero affrontate, però, con politiche mirate e non di banale contrapposizione. Come non regge la ‘cantilena’ sulla cementificazione visto che, nel caso in questione, il terreno su cui il richiedente ha avanzato proposta di rotazione urbanistica ha un indice edificatorio ad uso direzionale superiore a quello in discussione stamane (intervento che si sarebbe potuto realizzare senza il passaggio della delibera in Consiglio comunale).
Per il Pd la questione “è politica e amministrativa e va ben oltre il perimetro dell’intervento: riguarda il cortocircuito generato dall’inerzia dell’amministrazione che continua ad operare, per scelta, con quanto disposto in un Piano regolatore concepito, scritto e approvato circa 50 anni fa. Nel frattempo, però, è cambiato il mondo, la società; c’è stato anche un terremoto che ha stravolto la città. Si continuano ad assumere decisioni, tuttavia, sulla base di uno strumento oramai obsoleto, inadeguato, superato dai fatti. La triste verità è che il piano regolatore generale è diventato “la tela di Penelope dell’amministrazione”, uno strumento destinato a non arrivare mai ad approvazione, e proprio per questa ragione utilizzato come pretesto per giustificare la possibilità di affrontare solo il particolare, attraverso singole e continue proposte di varianti al PRG vigente secondo un modello ormai consolidato di urbanistica on demand. Ma se la scelta dell’assessore De Santis, in continuità con i suoi predecessori, è quella di fare ammuina sul nuovo PRG per tenersi le mani libere e concordare di volta in volta con il singolo imprenditore le modalità con cui una licenza può essere concessa o meno, ebbene sappia che continuerà a trovarci sulle barricate e, anzi, nelle prossime settimane apriremo su questi temi una riflessione pubblica con la città”.
L’Assemblea ha anche approvato anche l’addendum all’accordo attuativo tra il Comune e vari soggetti istituzionali, Ministero della Difesa, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna), Regione Abruzzo, Agenzia del demanio e dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile del Ministero dell’Interno, per la valorizzazione del patrimonio pubblico. In particolare, la modifica prevede che il Comune cederà una parte della porzione dell’ex Caserma Rossi, che gli è stata attribuita con quell’accordo, per la realizzazione del nuovo comando provinciale dei Vigili del Fuoco.
Illustrando la delibera, l’assessore De Santis ha ricordato come, in questa operazione, sia stato determinante il ruolo del consigliere comunale Daniele Ferella, delegato dal sindaco proprio ai rapporti con i Vigili del fuoco.
L’Aula ha inoltre dato il via libera all’autorizzazione a rilasciare il permesso per costruire in deroga per la demolizione e ricostruzione di un fabbricato a via Sallustio, nel centro storico dell’Aquila, e al mutamento di destinazione d’uso per l’alienazione di alcuni terreni demaniali nella frazione di Roio.






