L’AQUILA – Taglio di 1.100 euro delle indennità per ciascuno dei 36 consiglieri regionali. Decurtazione del 10 per cento del fondo di funzionamento dei gruppi consiliari, del 5  per cento per quello delle segreterie politiche.
Infine riduzione del budget assegnato ai gruppi per l’assunzione di personale a tempo indeterminato da 57.900 a 53.000 euro l’anno per ciascun consigliere.

Questa le misure decise oggi all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la delibera che, attraverso un riequilibrio della spesa, consente di non generare nuovi esborsi legati al provvedimento di surroga degli assessori regionali. 

La decisione è stata presa all’unanimità da tutto l’Ufficio, formato dal presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, di Forza Italia dai vice presidenti Roberto Santangelo Azione Politica e Domenico Pettinari, Movimento 5 stelle,  e dai consiglieri segretari, Sabrina Bocchino,  Lega, e Dino Pepe, Partito democratico. 
 
Tagli resi necessari dal fatto che da questa legislatura i cinque consiglieri diventati assessori, in base alla modifica della legge regionale 51 del 2004, decisa ad agosto 2018, sono stati “surrogati”, ovvero sostituti dai primi dei non eletti nel relativo collegio elettorale.
Occorre dunque pagare cinque stipendi in più, ma con lo stesso buddget di 710 mila euro circa, per il funzionamento del consiglio, come dice chiaramente la legge. Con queste sforbiciate la spesa del Consiglio rimarrà quindi invariata. Il provvedimento non ha intaccato la spesa personale e le funzioni di servizio dell’Assemblea. 

“Ringrazio tutti i componenti dell’Ufficio Presidenza – ha dichiarato Lorenzo Sospiri a margine dell’approvazione dell’atto – per aver deciso in maniera compatta, dimostrando grande senso di responsabilità e lungimiranza. Il provvedimento approvato elimina i maggiori costi altrimenti previsti dalla legge 151, stimati in 714.000 euro, non minando in alcun modo l’operatività del Consiglio e della Giunta”. 

Per quanto riguarda lo stipendio dei consiglieri, ad essere ridotta è solo la prima voce, quella dell’indennità di carica, che passa da 6.600 a 5.400 euro lordi, con una riduzione del 18%.

Invariata resta l’indennità di funzione, che va 2.700 euro lordi mensili per il presidente della Giunta regionale e il presidente del consiglio regionale, agli 800 euro per i vicepresidenti e i segretari delle commissioni e della Giunta per il regolamento.

C’è infine il rimborso spese per l’esercizio del mandato, dai 4.500 ai 4.100 euro al mese, a seconda se si è residenti a più o meno di 100 chilometri dalla sede del consiglio regionale a L’Aquila.