L’AQUILA – Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, in un clima di polemiche tra maggioranza di centrodestra e opposizione del Patto per l’Abruzzo ha approvato una mini omnibus con alcune misure a pioggia finanziate con variazioni di stanziamento e quindi non fondi “freschi” alla luce del saccheggio forzato nel bilancio regionale per il piano di rientro del buco della sanità: nella seduta straordinaria all’Aquila nell’Aula “Sandro Spagnoli” al Palazzo dell’Emiciclo, la coalizione di governo guidata dal presidente, Marco Marsilio, di FdI, è apparsa almeno pubblicamente coesa anche se qualche misura è destinata a provocare mal di pancia soprattutto in seno ai meloniani, mentre la opposizione che ha espresso il voto contrario, si è spaccata vista l’astensione dei consiglieri Giovanni Cavallari (Abruzzo Insieme) ed Enio Pavone (Azione).
Lo scontro in aula tra i due poli, divampato prima della bocciatura del pdl sul fine vita, è stato causato, secondo gli esponenti de centrosinistra, dal mancato rispetto del “patto” che era stato sancito nella commissione Bilancio di martedì scorso quando il centrodestra aveva approvata la legge 78 della quale sono stati bocciati quattro articoli per l’”alleanza” di due consiglieri, Paolo Gatti (FdI) e Carla Mannetti (Lega) con le minoranze.
“Oggi la maggioranza violando ogni tipo d tipo di accordo e forza di rispetto ha reinserito i quattro articolai bocciati in virtù di un nuovo rapporto di collaborazione tra i due poli” hanno tuonato gli esponenti del patto per l’Abruzzo, tra cui Silvio Paolucci e Sandro Mariani (Pd) e Francesco Taglieri del M5S: alla fine, anche a causa della minaccia di emendamenti ostruzionistici, è stata ritrovata la quadra ed è stato reinserito il contributo di 200mila euro ai “Campionati Europei di Ciclismo Gravel 2025 Uec”.
Un’ azione chiesta con un intervento da Marsilio di cui beneficia l’assessore regionale al bilancio, al personale allo sport Mario Quaglieri, di FdI, recordman di preferenze con circa 12mila voti alle regionali dello scorso anno, e destinata a provocare nuove polemiche perché viene ritenuto nel suo partito, in particolare dal conterraneo marsicano Massimo Verrecchia, capogruppo meloniano con circa 8mila preferenze, privilegiato nell’ ottenimento dei contributi anche con il benestare del presidente.
La piccola manovra si compone di dieci articoli e dispone diverse modifiche di carattere urgente a leggi regionali vigenti.






