L’AQUILA – Stanno scegliendo l’avvocato per il ricorso che potrebbe bloccare il concorsone, i lavoratori precari del Comune e degli altri enti che saranno fatti fuori a fine anno per essere sostituiti dai 300 assunti a tempo indeterminato della maxi selezione pubblica.

È quanto appreso dal gruppetto di lavoratori che questa mattina si è riunito davanti al municipio del capoluogo a Villa Gioia, scioperando sulla scorta di una giornata di protesta nazionale.

Un gruppetto sparuto, per la verità, che mostra ancora una volta come il fronte dei precari, lavoratori provenienti dai più disparati settori, selezioni e storie professionali, è tutt’altro che unito. E questo nuoce all’efficacia della loro protesta.

Lo sciopero, infatti, secondo gli organizzatori ha avuto un buon successo: gli uffici sono rimasti vuoti e ci sono stati disagi per la popolazione. Ma sotto al Comune c’era una trentina di persone e poco più. (alb.or.)

I PRECARI: ”E QUESTO E’ SOLO L’INIZIO”

“Abbiamo aderito allo sciopero nazionale per dare una assaggio su quello che succederà il 18 e il 19 ottobre prossimi quando sciopereremo per sensibilizzare il sindaco dell’Aquila e l’amministrazione comunale a chiedere la revocare del bando relativo al concorsone – ha spiegato uno dei manifestanti – Vogliamo far capire quello che succederà quando in previsione della scadenza del contratto andremo in ferie e con gli uffici che quindi rimarranno vuoti e non potranno assicurare più servizi”.

GIA’ ARRIVATE 3 MILA DOMANDE

Intanto sono 2.715 le domande già pervenute per partecipare al concorsone. I dati sono stati diffusi dal ministero per la Coesione territoriale che coordina l’intera operazione.

“Si tratta – spiega una nota del dicastero – di una prima rilevazione effettuata a quindici giorni dalla scadenza del bando di concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 71 dell’11 settembre scorso e relativo all’assunzione a tempo indeterminato di 300 unità di personale di varie qualifiche e inquadramenti, da impiegare in parte presso gli uffici del Ministero Infrastrutture e Trasporti e in parte in quelli degli Enti Locali coinvolti nel sisma”.

L’Abruzzo è la regione dalla quale provengono più domande, 1.400 al momento. Sono circa 400 quelle della campania e 200 provengono anche dalla Sicilia.

GIULIANTE SCRIVE A BARCA: ”SOSPENDERE IL BANDO”

“Sospendere senza indugio il bando pubblicato lo scorso 11 settembre e riprendere contestualmente un ‘vero’ confronto diretto con gli Enti territoriali”.

È questa la richiesta dell’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca in relazione al ‘concorsone’ per l’assunzione di 300 unità da impiegare nel processo di ricostruzione post terremoto della città dell’Aquila.

Nella lettera inviata al ministro, Giuliante chiede di “individuare un ordine di priorità, prevedendo innanzitutto la separazione della dotazione del Ministero da quella degli Enti locali e della Regione Abruzzo e rimettendo al livello locale la titolarità delle  procedure di reclutamento e gestione delle risorse necessarie”.