L’AQUILA – “Mai come in questi anni c’è stato un governo nella storia della Repubblica Italiana che abbia messo così al centro dell’agenda politica nazionale la realtà del settore primario, dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca, con oltre 16 miliardi di euro stanziati”.
Dopo quattro anni di esperienza di governo come sottosegretario di Stato all’Agricoltura, nell’intervista ad Abruzzoweb, l’aquilano Luigi D’Eramo, ex segretario regionale della Lega, traccia un bilancio della sua attività.
Nella sua intervista D’Eramo affronta anche il tema delle risposte da dare ai cambiamenti climatici, con un piano straordinario per la risorsa idrica, garantisce che contro lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura la guerra è “totale e senza quartiere”. Per l’Abruzzo indica come strategia vincente quella delle certificazioni di qualità, che generano un mercato detto della “dop economy”, da 20 miliardi di euro, e 12 miliardi di export.
D’Eramo passa dunque a snocciolare i numeri: “in questi quasi quattro anni il Ministero guidato ottimamente da Francesco Lollobrigida, ha messo a disposizione risorse per oltre 16 miliardi di euro. Mai c’era stato uno stanziamento così importante. Proprio in questi giorni è arrivato alla Camera un altro provvedimento che io reputo strategic,o conosciuto con il nome di Coltiva Italia, che è uno stanziamento di oltre un miliardo di euro di cui 300 milioni destinati alla politica del fondo della sovranità alimentare, 300 milioni al piano olivicolo nazionale, 300 milioni alla realtà dell’allevamento italiano e qualcosa come 150 milioni saranno messi a disposizione per le giovani imprenditrici e imprenditori per facilitare l’accesso al credito, e creare le condizioni per dare una risposta importante al ricambio generazionale in agricoltura”.
Tra gli altri interventi D’Eramo menziona quelli a favore dell’innovazione tecnologica, la meccanizzazione, l’agricoltura di precisione, la ricerca.
“Tutto questo lavoro ovviamente ha avuto importanti ricadute anche per l’Abruzzo rispetto al quale devo ancora una volta complimentarmi con il vice presidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente. La nostra regione è ricchissima di biodiversità e di prodotti agroalimentari ma anche per quanto riguarda la pesca, e di conseguenza dobbiamo continuare il lavoro che si è iniziato da diverso tempo della certificazione di più prodotti tipici possibili. Perché dobbiamo sempre ricordare che più tracciamo, più certifichiamo e più diamo valore al nostro prodotto agroalimentare”.
L’importanza di questo obiettivo è a sua volta “certificato dai numeri: la cosiddetta dop economy sviluppa complessivamente oltre 20 miliardi di euro, e qualcosa come 12 miliardi di euro per quanto riguarda l’export. Noi siamo già protagonisti sul mercato ma è un protagonismo che non può che continuare a crescere in maniera importante, con effetto moltiplicatore dell’economia e dell’occupazione, occorre puntare ancor di più sulla qualità certificata, e questo è assolutamente strategico per le aree interne e i comuni di montagna da cui provengono molte eccellenze agroalimentari”.
E veniamo ai tasti dolenti: i cambiamenti climatici che con il caldo record e gli eventi atmosferici estremi compromettono i raccolti, e spesso li distruggono.
“È un tema sempre più attuale, i cambiamenti climatici mettono a rischio non soltanto la vita delle aziende ma anche quella delle persone e noi abbiamo dato già una risposta importante, costituendo una cabina di regia per la risorsa idrica, che è composta da tutti i ministeri che hanno una competenza specifica sul tema, abbiamo nominato un commissario straordinario e abbiamo lavorato per riuscire a dare un Piano nazionale che sviluppa una progettazione complessiva che cuba qualcosa come 12 miliardi di euro di cui i primi oltre 950 milioni sono stati già stanziati e la cui finalità sarà quella di garantire manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti irrigui esistenti ma anche per la costruzione di nuovi impianti”.
Nella stessa direzione “va anche l’aver puntato sull’innovazione tecnologica, sull’agricoltura di precisione che consente di risparmiare molta acqua, e poi c’è un forte sostegno alla ricerca per ottenere, ad esempio, piante sempre più resistenti alla troppa acqua, alla siccità, all’attacco di fitopatie”.
Ultimo ma non certo da ultimo, la piaga del caporalato e dello sfruttamento della manovalanza in agricoltura, con casi anche di vera e propria schiavitù.
“Contro il caporalato stiamo ingaggiando una lotta senza quartiere, contro ogni forma di delinquenza, contro ogni forma di sfruttamento, contro ogni forma di mafia che sfrutta le persone. Non dobbiamo fare sconti, ci deve essere una politica chiara, dura”.






