PESCARA – Venti di crisi al Comune di Pescara con possibili ripercussioni nella maggioranza di centrosinistra che governa la Regione Abruzzo nel delicato rimpasto che potrebbe prevedere l’uscita dell’assessore Giuliano Diodati e l’ingresso di Gianni Teodoro.

In un documento politico, sottoscritto al termine di una riunione che si è svolta ieri sera, cinque autorevoli esponenti del Partito democratico, tra cui l’assessore regionale ai Lavori pubblici Donato Di Matteo e la parlamentare Vittoria D’Incecco, minacciano l’uscita dalla maggioranza “e dalle amministrazioni di cui sono componenti”, qualora il sindaco, Marco Alessandrini, dovesse operare “l’ennesimo rimpasto di Giunta che prevedrebbe la nomina di un nuovo assessore alla vigilia di Ferragosto”.

Il sacrificato, “tra le ipotesi che si sono apprese in questi giorni”, sarebbe proprio l’assessore al Bilancio Diodati che dovrebbe fare posto alla lista Teodoro, forte di due consiglieri, con l’ingresso nella Giunta pescarese di Gianni, dopo che a inizio legilastura era stata la figlia allora 19enne, Veronica, a entrare e poi uscire dall’esecutivo.

“L’assessore al bilancio Diodati è tra coloro che hanno lavorato più seriamente, è un professionista capace e perbene, non si può accettare la revoca – afferma Di Matteo – Faremo resistenza fino alla fine perché bisogna dare un senso alla politica di questa amministrazione dicendo basta a giochetti e rimpasti senza logica e strategia. Siamo pronti ad uscire dalle maggioranze, anche quella regionale”.

Di Matteo era già stato molto critico con la sua maggioranza in Regione causando la crisi con il blocco dell’attività amministrativa mediante il ritiro del voto insieme ai due consiglieri di Abruzzo civico, Andrea Gerosolimo, anche lui assessore, e Mario Olivieri.

Nel documento inviato al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al segretario regionale del Pd, e al presidente della provincia Antonio Di Marco, si difende l’operato dell’assessore, “eletto consigliere comunale con ampio consenso popolare che ha svolto il suo con competenza e onestà”.

Secondo i cinque democrat, Diodati “non può essere immolato sull’altare dell’ennesimo sacrificio politico in cui il Pd mostra debolezza e l’amministrazione comunale la sua inconsistenza”.

Nella nota viene chiesto al sindaco di Pescara di rinnovargli la fiducia “affinché possa portare avanti i progetti avviati per la città nel rispetto del programma politico che ha ispirato questa amministrazione senza che possano considerarsi altri percorsi e sotterfugi politici da cui i sottoscritti prendono distanza nella relative sedi amministrative politiche”.

Secondo i firmatari del documento, “non ci sono soluzioni alternative ipotizzate da esponenti politici vicini all’amministrazione comunale che possano mitigare la violenza dell’atto nei confronti dell’assessore Diodati che fa parte di un partito e di un gruppo dirigente leale e coerente verso le istituzioni e i cittadini”.

Alla domanda se dietro la possibile estromissione di Diodati per fare posto a Teodoro ci sia anche il placet del governatore, molto vicino al sindaco Alessandrini, Di Matteo risponde sibillino: “No comment sull”argomento, posso solo dire che, come medico, mi appassionano i pazienti strani perché difficili da diagnosticare e curare”.

“Non contesto che Teodoro possa aspirare a entrare in Giunta, ma perché sacrificare Diodati, che è un riferimento in città anche in settori sociali qualificati? Il consenso ottenuto e il buon lavoro lo dimostrano”.

A scrivere il documento in difesa di Diodati con la minaccia di dimissioni dalle rispettive maggioranze oltre all’assessore in bilico e a Di Matteo sono stati i consiglieri comunali Tiziana Di Giampietro (gruppo Partito democratico), Lola Gabriella Berardi (Pescara Insieme – Bene Comune ) e Adamo Scurti (Persone comuni per Pescara), i consiglieri provinciali Annalisa Palozzo e Vincenzo Catani e la deputata Vittoria D’Incecco.