PESCARA – Arriverà nelle prossime ore, forse anche oggi, l’annuncio da parte del sindaco di Pescara Marco Alessandrini, Partito democratico, della nuova squadra di giunta, che prevede, questa l’unica certezza, tre nuovi assessori su nove.

A conclusione del “rimpasto di rinnovamento”, da tempo annunciato, segnato da conflitti dentro la maggioranza, tra veti incrociati, timori di perdere la poltrona e alleanze che hanno cominciato traballanti.

Che la fumata bianca sia imminente, e i giochi pressoché fatti lo conferma ad Abruzzoweb il capogruppo del Partito democratico Marco Presutti, che tiene a sottolineare “con questo rimpasto si apre la fase due della legislatura, ed è un rimpasto che non nasce da una crisi politica, da problemi tra componenti, ma dal bisogno di legare le deleghe ad obiettivi nei prossimi 33 mesi, rivolgendoci a figure di alta professionalità espressione della società civile”.

Un rimasto insolitamente di “alto profilo”, insomma.

Venendo al totonomi: due di queste figure di alta professionalità sono date pressoché per certe e sono Stefano Matteucci Civitarese, avvocato e docente di Diritto amministrativo del dipartimento di Scienze giuridiche sociali dell’università D’Annunzio, e Loredana Scotolati, ex dirigente all’Urbanistica prima alla Provincia e poi al Comune di Pianella (Pescara), ora in pensione. Il suo nome per una delega all’urbanistica, ora in mano al sindaco, circola già da mesi.

In corsa, per il terzo assessorato, è data l’ex funzionaria comunale e sindacalista Rosa Toritto, esperta in politiche per il sociale.

Sembra essere invece tramontata l’ipotesi dell’ex consigliere regionale di Forza Italia Nicoletta Verì.
In un rimpasto, per chi si siede, c’è sempre chi si deve alzare e cedere il posto.

Decisamente traballanti sono le poltrone di Sandra Santavenere, assessore all’edilizia, e quella di Veronica Teodoro, assessore al patrimonio e alle politiche giovanili, e giovanissima figlia dell’ex vicesindaco Gianni Teodoro, ora consigliere provinciale.

Veronica Teodoro, all’indomani della nomina, fu oggetto di pesanti attacchi, non solo dall’opposizione, accusata di essere una “raccomandata”.

E papà Gianni all’ipotesi della sua rimozione, senza mezzi termini ha ricordato che la sua lista civica “è la seconda forza della coalizione dopo il Pd, abbiamo due consiglieri comunali eletti in questa assise civica e nella maggioranza ci siamo comportati sempre con lealtà e affidabilità. Con il sindaco c’è un rapporto di reciproca lealtà”. Tradotto: “mia figlia non si tocca”.

Alessandrini ha dunque incontrato Teodoro, ma non è dato a sapere quale è stato l’esito.

Visto che il sindaco, come assicura Presutti, le carte le tiene ben nascoste, ci sono altri componenti di giunta che non possono certo dirsi al sicuro e a prova di rimpasto.

Laura Di Pietro, assessore al Verde pubblico, ad esempio è entrata nell’occhio del ciclone per la vicenda degli alberi tagliati, un episodio che potrebbe essergli fatale.

C’è poi chi ipotizza l’uscita di Adelchi Sulpizio, assessore al bilancio e finanze, un beffa per lui dopo aver preso per le corna in due anni il bilancio sull’orlo del dissesto di Pescara, e Giuliano Diodati, assessore al sociale, che comunque, dato che il rimpasto interessa proprio il settore del sociale, dovrà subire un rimescolamento delle sue deleghe.