L’AQUILA – Sarebbero entrati a lavoro in ritardo senza autorizzazione, e più volte sarebbero usciti per intrattenersi al bar o sbrigare faccende personali. 

Per queste infrazioni ripetute nel corso degli ultimi mesi, due dipendenti del Comune dell’Aquila sono stati sospesi dal servizio con privazione della retribuzione, al termine di un’indagine interna ai vari settori. 

La sospensione da lavoro per i due potrebbe andare, a seconda della gravità dei fatti contestati, da 20 a 50 giorni.

Il provvedimento è stato adottato dall’ufficio Provvedimenti disciplinari, dopo la segnalazione da parte del settore presso cui lavorano i due impiegati, e non si esclude che ora potrà essere informata dei fatti anche la magistratura. 

I dipendenti avrebbero inoltre usufruito di ferie e di uscite in anticipo da lavoro senza autorizzazioni. 

In più occasioni, inoltre, uno dei due impiegati si sarebbe anche recato nella propria abitazione senza permessi, prima di tornare alla scrivania. 

I dipendenti comunali che devono garantire 36 ore di servizio a settimana hanno una flessibilità massima di ingresso in ufficio fino alle 8,45, mentre gli impiegati sospesi sarebbero giunti a lavoro ripetutamente ben oltre l’orario consentito. 

Un’indagine interna al Comune che ora potrebbe allargarsi a macchia d’olio anche su altri casi di dipendenti assenteisti. 

Il provvedimento dell’amministrazione rientra nell’ambito di una più ampia politica di rigore attuata sui dipendenti in un’ottica di ottimizzazione delle risorse. 

La bufera sui dipendenti comunali arriva a pochi giorni di distanza dall’indagine avviata dalla guardia di Finanza di Sulmona che l’altro ieri ha scoperto e denunciato 3 dipendenti assenteisti della Asl di Pratola che ora rischiano il licenziamento. 

Stesse dinamiche anche per i dipendenti della azienda sanitaria che sarebbero usciti durante l’orario di lavoro per fare shopping, intrattenersi al bar e tornare a casa. 

Al pugno di ferro del Comune nei confronti dei dipendenti, si aggiunge anche il regolamento allegato alla delibera di Giunta n°287 dello scorso 31 luglio che stabilisce per questi ultimi un codice di comportamento interno al quale attenersi. 

Il codice stabilisce “i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità, e buona condotta”, in relazione al comportamento in servizio, alla prevenzione della corruzione, trasparenza e tracciabilità, rapporti con il pubblico e con i mezzi di informazione.