L’AQUILA – Il nuovo Piano regolatore generale del Comune dell’Aquila comincia a scriverlo l’opposizione.
Caso particolare quello del capoluogo, va riconosciuto, perché della minoranza fa parte un urbanista di riconosciuta fama nazionale, Pierluigi Properzi, che oltretutto non sta troppo a guardare alle differenze di simbolo e schieramento.
Ma tant’è. Il prof ha preparato un documento di 86 pagine, intitolato eloquentemente “Linee e indirizzi per l’elaborazione del nuovo Prg, metodi, contenuti e tempi”. Che tuttavia, lo precisa pure nell’intestazione, è una “bozza per la discussione nella seconda commissione consiliare”.
Il motivo è presto detto. “La mia esperienza mi dice che è molto difficile fare atti urbanistici generali a colpi di maggioranza, non avrebbe grosso senso e ogni volta che è successo sono stati fallimenti”, spiega Properzi ai microfoni di AbruzzoWeb.
“La strada che ritengo debba essere percorsa è quella della discussione nelle commissioni consiliari, per arrivare in Consiglio con un documento in cui quella coesione e convergenza siano compiute – aggiunge – La politica deve condividere il documento, ritengo che la discussione in commissione e Consiglio migliorerà questa che è una semplice traccia”.
Ma che ci sarà nella bozza dell’architetto? In attesa di passarla al setaccio, l’anticipazione è che parlerà poco di nuovi terreni edificabili.
“Quando uno pensa a un piano pensa a dov’è il suo terreno edificabile. La domanda è mal posta. Vista la sovrapproduzione di alloggi e la necessità di ridare forma alla città non è un problema principale – sbotta – La gente poi non vuole terreni edificabili, i Comuni sì, perché incamerano risorse, e le banche pure, perché devono solidificare i fidi, ma questa è svendita del territorio”.
Ma prima di entrare nel merito, Properzi ribadisce il concetto di “coesione”, premiato anche dalla storia.
“Il piano regolatore attuale fu redatto all’uscita dei moti dell’Aquila. Ci fu un accordo politico molto forte e si sperimentò la presenza del partito d’opposizione, il Pci, alle riunioni di Giunta, aprendo una stagione fortemente partecipata mentre prima i piani si facevano tra la stanza dell’assessore e lo studio di Luigi Piccinato – ricorda in conclusione – Furono fatte oltre 250 riunioni pubbliche laboriose anche nelle frazioni, ne venne fuori un piano che ha retto e ancora dura”. Alberto Orsini






