L’AQUILA – “Il sindaco, nella scelta di individuare un dirigente e non un comandante, ha di fatto agito in difformità al disposto delle norme regionali che regolano la materia”.
Lo afferma il consigliere comunale dell’Aquila di Articolo 1-Movimento democratico e progressista Giustino Masciocco, che ha presentato un’interpellanza al sindaco Pierluigi Biondi sulla controversa nomina di Tiziano Amorosi a dirigente del settore di Polizia municipale.
“Mi sono chiesto perché il sindaco Biondi, invece di nominare un comandante alla guida del Corpo di Polizia Municipale, ha nominato un semplice dirigente, come fosse uno dei tanti settori o servizi del Comune. Non riuscendo a trovare risposte adeguate ho deciso di interpellare il primo cittadino sulle procedure utilizzate per la nomina del dirigente”, dice Masciocco in una nota, “considerato che la stessa è regolamentata da norme nazionali e regionali, nonché dal regolamento approvato dal Consiglio comunale”.
“La controprova” del fatto che Biondi ha agito in difformità, continua Masciocco, “è riportata nella missiva del 12 marzo scorso, con la quale il dirigente dell’Ufficio delle Politiche per la sicurezza della Polizia locale della Regione Abruzzo, dottor Giuseppe Di Fabrizio, ha invitato tutti i sindaci, compreso quello del Comune dell’Aquila, al rispetto della legge in caso di nomina del comandante del Corpo di Polizia municipale, ricordando che ‘….oltre a possibili ipotesi di danno erariale potrebbero anche configurarsi quelle penali di abuso d’ufficio, laddove l’illecita attribuzione procuri un ingiusto vantaggio patrimoniale a soggetti non legittimati e arrechi ad altri, anche all’ente, un danno ingiusto…'”.
“Il comandante della Polizia municipale”, fa osservare Masciocco, “è responsabile verso il sindaco, il quale a sua volta è l’organo titolare delle funzioni di polizia locale che competono al Comune. Di conseguenza la Polizia municipale non può essere considerata una struttura intermedia, inserita in una struttura burocratica più ampia. Soltanto con la nomina di un comandante, quindi, e non di un dirigente (che, peraltro, sembrerebbe non essere in possesso delle specifiche competenze attinenti al conferimento dell’incarico richieste dal decreto legislativo 165/2001), l’attività amministrativa e di controllo del Corpo di Polizia municipale potrà essere effettuata con la dovuta autonomia e disciplina, applicando gli indirizzi dell’amministrazione e del sindaco”.
“Non si può rischiare che il Corpo della Polizia municipale venga ‘tirato per la giacca’. La dignità operativa e amministrativa delle donne e degli uomini che portano la divisa si perfeziona solo con la nomina di un proprio comandante, che potrà difenderli dalle ingerenze della ‘politica’”, aggiunge Masciocco.
“Il dirigente nominato ad interim, oltre al fatto di non poter svolgere i compiti che la norma assegna al comandante, di sicuro non riuscirà mai ad avere la stessa autorevolezza, perché non appartenente ad un Corpo che condivide valori fondanti ed elementi identitari”, conclude il capogruppo dei bersaniani.
La presunta incompatibilità di Amorosi, marito della comunicatrice Alessia Di Giovacchino, braccio destro del sindaco e figura chiave dell’ufficio di Gabinetto, fu “aggirata” dall’amministrazione con la nomina a dirigente del settore della Polizia municipale, e non a comandante.






