L’AQUILA – “La conferenza stampa era sul tesseramento del partito, non si parlava né dell’amministrazione comunale né del sindaco, il nome del sindaco è uscito per caso e c’è stata una battuta mal interpretata e comunque in politica una reazione di questo tipo non è consentita”.
Il deputato di Forza Italia Antonio Martino, se da un lato prova a smorzare i toni accesissimi che hanno di fatto innescato una crisi negli azzurri all’Aquila, e all’interno della stessa amministrazione con il defenestramento dell’assessore forzista Annalisa Di Stefano, dall’altro è fermo, chiede una verifica di Giunta e ad AbruzzoWeb conferma la sua tesi: “Probabilmente l’operazione era partita prima, perché anche alla Di Stefano era stato detto di non partecipare alla conferenza stampa, quando ci saranno i prossimi confronti elettorali ognuno vedrà premiata o bocciata la propria attività”.
Alla conferenza stampa della settimana scorsa, in cui il percorso politico di Pierluigi Biondi è stato definito “psichedelico”, è seguita la cacciata dell’assessore al Bilancio alla quale Martino ha risposto con toni durissimi, esortando il sindaco a tornare a fare l’impiegato al Comune di Ocre.
Ne è seguito un vero e proprio smottamento nel partito, con l’addio di quattro consiglieri comunali, Ferdinando Colantoni, Vito Colonna, Giancarlo Della Pelle e il capogruppo Roberto Junior Silveri che insieme a Leonardo Scimia (Benvenuto Presente, lista del sindaco) hanno costituito il gruppo Insieme per L’Aquila sotto la regia del vice sindaco Guido Liris, e, oggi, l’abbandono in massa del gruppo giovanile con il conseguente scioglimento del coordinamento di Forza Italia Giovani.
A restare in Forza Italia la sola consigliera Maria Luisa Ianni e il presidente dell’assise civica Roberto Tinari.
“È una cosa che covava da tanto tempo, gli auguro una buona fortuna per il percorso che stanno iniziando ma denota che su Forza Italia non c’era più o non c’è mai stato un progetto strutturato”, commenta Martino. “L’unica cosa che tengo a precisare è che facciamo politica e rispettiamo le persone, ma non mettiamo il nome dell’aquilanità perché non c’entra niente”.
“Forza Italia c’era prima, c’è adesso e ci sarà domani. Quel gruppo viene dal lontano Fuan (Fronte universitario d’azione nazionale, disciolto nel 1996, ndr), hanno fatto sempre parte della destra estrema della città, fanno parte della corrente dei gabbiani all’interno della destra storica e probabilmente dopo tanti anni hanno sentito a questo punto la necessità di riunirsi, non mi sembra niente di straordinario, forse era strano il fatto contrario”.
Una bufera che arriva a meno di due mesi dalle regionali del 10 febbraio e alla vigilia della scelta definitiva del candidato presidente, il senatore romano di Fratelli d’Italia Marco Marsilio.
“Chiunque sarà il presidente deve garantire rispetto tra gli alleati, quello che è successo all’Aquila è stato un fatto grave”, dice Martino, “ma ora, più che averlo detto, penso a lavorare”.
Tornando alla scissione, poi, il segretario organizzativo regionale fa osservare come “ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole, ma è inconcepibile che Guido Liris venga candidato con Fratelli d’Italia. Le regole che ci siamo dati prevedono che a ridosso delle elezioni nessuno ospita chi cambia casacca, vale per noi, vale per loro e vale per la Lega, siccome tutti stanno rispettando questo principio penso che Fratelli d’Italia sarà responsabile da questo punto di vista”.
Ma è nello stesso partito del sindaco che Martino trova una sponda: “D’accordo con il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio De Matteis, è opportuno fare una verifica di giunta, per capire quanti saranno i pesi perché Forza Italia ha sia contribuito sia alla candidatura di Biondi sia alla sua vittoria”.
“I consiglieri vanno e vengono, probabilmente nei prossimi mesi ne arriveranno altri in Forza Italia, sarà opportuno capire se si vuole continuare a mantenere le posizioni così come sono o, più opportunamente, fare una verifica con tutte le forze, civiche e partitiche”, chiarisce.






