L’AQUILA – “Dopo un anno è necessario un passo diverso. Un’amministrazione discende dalla politica che s’imposta e per essere diversi servono segnali veri, rapidi e concreti, se non lo si comprende si fanno solo casini”.
Con queste parole, il capogruppo aquilano di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Giorgio De Matteis, suona pubblicamente in Aula la sveglia alla maggioranza di centrodestra, dal giugno del 2017 al governo della città.
Il sindaco, Pierluigi Biondi, è rimasto solo sugli scranni della Giunta, durante la discussione sull’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio, nella seduta che si è tenuta ieri, segno dell’ennesimo mal di pancia nella maggioranza.
Raggiunto telefonicamente da AbruzzoWeb, il capigruppo di Fdi taglia corto, ribadendo quanto detto in Aula: “Non c’è da aggiungere altro a quelle parole”.
Le dichiarazioni di De Matteis, tra l’altro, arrivano dopo la clamorosa spaccatura sul tema dell’immigrazione, che si è consumata nello scorso Consiglio comunale, le polemiche sui ritardi e le linee guida, da dove era “momentaneamente” scomparsa la dama della bolla, della Perdonanza celestiniana e ad appena 48 ore dal giudizio del Tribunale amministrativo regionale (Tar) sulla cosiddetta “anatra zoppa”, atteso per domani..
Un clima di forte tensione, che evidenzia nervosismo interno e questioni irrisolte, tanto che per domani è stata convocata e richiesta dai consiglieri una riunione dei capigruppo, fissata alle 15,30, per discutere con il sindaco di programmi e strategie future.
Ad approfittare di questa situazione, per sottolineare “la solitudine” del primo cittadino, è l’opposizione di centrosinistra.
“Oggi, in Consiglio comunale, sono state evidenziate, da parte dell’opposizione, molte anomalie di carattere procedurale e amministrativo. La sorpresa, tuttavia, è arrivata dalle dichiarazioni di voto. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha infatti dichiarato che condivideva parte delle osservazioni emerse in fase di discussione”, ha scritto in una nota il capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco.
“Ha aggiunto che un atteggiamento responsabile non rappresenta un segnale di debolezza, che ha comunque un limite e che questo limite sta per essere superato. Questo è il segnale durissimo che la maggioranza ha voluto dare al sindaco. Vediamo come andrà a finire”, ha chiosato Masciocco.
Un’altra grana è rappresentata dall’emendamento al Documento unico di programmazione (Dup), votato a marzo scorso, che, da quanto appreso, prevde una spesa in più di 65 milioni di euro circa per l’anno 2018.
Anche Forza Italia, in sede di prima Commissione, convocata per ieri mattina, ha storto il muso, uscendo poco prima della votazione e la discussione è stata rinviata a questa mattina, in quinta Commissione, presieduta da Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti), dopo che Americo Di Benedetto si è dimesso contestualmente all’addio al Partito democratico. Anche quest’ultima seduta si è conclusa, però, con un nulla di fatto.
“Ho sollevato perplessità sul metodo e le tempistiche dell’approvazione dell’emendamento al Dup, ricevuto soltanto il 17 luglio”, spiega ad AbruzzoWeb il capogruppo di Forza Italia, Roberto Junior Silver.
“È difficile analizzare e studiare un documento così importante di oltre 800 pagine ed esaminarlo in meno di una settimana. In questi giorni, comunque entro il 30 luglio, data in cui è convocato il prossimo Consiglio, continueremo a lavorare per capire meglio di cosa si tratta”, aggiunge.
Silveri sottolinea che non c’è alcuna spaccatura ma in maggioranza, ma precisa che “qualora non ci fosse chiaro il contenuto, o i nostri dubbi non verrano sciolti, saremo pronti ad astenerci in Consiglio e qualora, dopo la votazione, non venisse approvato, saremo i primi a renderci disponoibili per lavorare a un nuovo documento”, conclude Silveri.





