L’AQUILA – La Giunta comunale dell’Aquila ha approvato ieri sera un bilancio di previsione 2016 “lacrime e sangue”, tagliato di un quarto rispetto al totale di 100 milioni, ovvero di quei 24 milioni di euro attesi come una manna dal governo ma a serio rischio di svanire del tutto, salvo colpi di mano.

Lo apprende AbruzzoWeb da autorevoli fonti dell’amministrazione del capoluogo.

Oggi lo strumento non è andato in aula, perché manca ancora tutto l’iter previsto con il parere dei revisori dei conti e delle commissioni competenti, così come non è stato discusso il bilancio consuntivo 2015, entrambi non inseriti, infatti, all’ordine del giorno.

Sono state, così, discusse e approvate dalla maggioranza di centrosinistra le sole sei delibere passate ieri in prima commissione consiliare, quella appunto dedicata al Bilancio, importanti perché dispongono, tra l’altro, l’aumento del 20% della tassa sui rifiuti (Tari), primo escamotage per far fronte al clamoroso buco.

Se tutto va bene, al termine dei rispettivi iter, il consuntivo dovrebbe arrivare in aula per l’approvazione a metà maggio, mentre quello di previsione per la fine del mese.

Se tutto va bene si diceva perché, a rigor di logica, se il rispetto dei tempi fosse esatto e severo, questa roadmap sarebbe impossibile.

Difatti, secondo i termini di legge nei primi due giorni di maggio il prefetto, Francesco Alecci, riscontrata la mancata approvazione entro il 30 aprile, dovrebbe far partire la diffida concedendo al massimo altri 20 giorni prima di sciogliere forzosamente il Consiglio e far terminare la consiliatura con un anno di anticipo in caso di nuova impasse.

Ma il condizionale è d’obbligo perché, come spiegato in commissione dal primo cittadino, Massimo Cialente, il presidente dell’Associazione dei Comuni (Anci) nonché sindaco di Torino, Piero Fassino, ha chiesto al ministro degli Interni Angelino Alfano di non far applicare ai prefetti alla lettera la norma sulla diffida, dato che molte altre amministrazioni italiane hanno problemi simili.

Questo consentirebbe di guadagnare settimane preziose e questa speranza, al momento, sembra essere l’unico spiraglio dal momento che, volontà politica o meno, non sembrano esserci al momento “navicelle legislative” in Parlamento o in Consiglio dei ministri dove inserire la norma ad hoc per far arrivare al Comune capoluogo il contributo straordinario viste le minori entrate dovute al sisma del 6 aprile 2009.

La situazione è molto fluida e nessuno scenario è da escludere. Certo è che rischia di arrivare all’approvazione del Consiglio un bilancio di previsione 2016 con la voce maggiore, la raccolta dei rifiuti, assicurata solo grazie alla stangata delle tasse, e tagli generalizzati inquietanti ai servizi, alla cultura, a tutto il tagliabile, in una città che già non esiste dopo la diaspora dovuta al sisma.

IL BILANCIO CONSUNTIVO, +46 MILIONI MA…

Il rendiconto 2015, ovvero il bilancio consuntivo, è stato approvato dalla Giunta venerdì 22 e trasmesso alla presidenza del Consiglio.

Questa struttura, a sua volta, lo ha consegnato ai revisori dei conti che devono esprimere il loro parere entro 8 giorni, termine che scadrà domani.

Una volta espresso il parere, si convocheranno le commissioni consiliari per discuterlo, quindi sarà pronto per essere portato in aula.

Se il parere dei revisori sarà negativo non sarà un problema, è già successo in passato, e questo perché il rendiconto è una “fotografia” dell’attività svolta dall’ente nel 2015 e fino al 31 dicembre.

Da quanto emerso, c’è un avanzo di amministrazione, insomma un attivo, di ben 46 milioni che, tuttavia, non può essere utilizzato per legge per finanziare spese correnti o applicato nel bilancio di previsione in sede di approvazione.

Potrà essere ributtato sul 2016 solo in sede di varianti al bilancio e solo per spese di investimento, rispettando i paletti della legge di stabilità.

Di questi 46 milioni, oltretutto, 25 milioni andranno al fondo di tutela sulla svalutazione di crediti, altri sono vincolati, altri ancora salderanno dei debiti fuori bilancio, insomma alla fine potrebbero essere utilizzabili circa 10 milioni.

Con l’iter tra revisori e commissioni, realisticamente il consuntivo verrà approvato verso metà maggio.

PREVISIONE, LACRIME E SANGUE ASPETTANDO RENZI

Ieri in commissione Bilancio sono stati approvati sei punti propedeutici: in particolare la fissazione delle tariffe delle tasse e delle imposte, come l’Imu sulle seconde case, la Tasi che riguarda i servizi cosiddetti indivisibili (illuminazione, viabilità, marciapiedi), e che sono identiche a quelle dell’anno scorso, bloccate dalla legge di stabilità nazionale.

La stangata arriva nella tassa sui rifiuti, Tari, dove si sono aumentate di circa il 20% le tariffe che, fanno notare dalla maggioranza, erano tra le più basse d’Italia.

Ieri, inoltre, la Giunta ha approvato lo schema del bilancio di previsione 2016. Ci sono tagli di tutti i tenori, servizi, cultura, sociale: si opera al limite dell’attività amministrativa, evidenziano sempre le stesse fonti.

Una volta approvato, trasmetterà il documento alla presidenza del Consiglio che a sua volta lo girerà ai revisori.

Si aspetterà il loro parere e quindi andrà in commissione, in un’altra seduta. Intorno a fine maggio è possibile l’approvazione dello strumento finanziario di previsione, ma come spiegato su dipende dal prefetto e dalle disposizioni che arriveranno dal Viminale.

Il costo dello smaltimento dei rifiuti è la voce più ingente di tutto il bilancio, al netto della ricostruzione post-sisma: costa 14,5 milioni di euro all’anno, frutto di un contratto con la municipalizzata Asm per 2015 e 2016, che poi andrà rinegoziato.

Nel 2015 di questa somma 9,5 milioni erano stati presi dalla fiscalità dei cittadini, 5 milioni dai 24 stanziati dal governo come contributo straordinario, quello che oggi non c’è.

Quest’anno, con l’aumento del 20% della Tari, le quote cambiano in 11,5 milioni presi dalle tasche dei cittadini mentre i 3 milioni che mancano, per il momento, sono privi di copertura perché si spera ancora nella “mano santa” del governo.

C’è, peraltro, anche una “clausola di salvaguardia”: se non arriveranno i soldi, da luglio ci sarà un ulteriore aumento della Tari del 30% per trovare proprio i 3 milioni mancanti, arrivando a un drammatico +50% complessivo.

CIALENTE: “NIENTE SOLDI, GOVERNO RENZI RISPETTI GLI IMPEGNI”

“Oggi ci accingiamo a votare un provvedimento tecnico ma lo facciamo con la serenità e la consapevolezza di aver agito con responsabilità istituzionale e amministrativa”.

Così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in apertura dei lavori del Consiglio comunale, in corso nell’aula consiliare “Tullio De Rubeis”, con un intervento che conferma l’anticipazione di AbruzzoWeb di ieri sera.

Dopo il ritiro delle proposte deliberative riguardanti il bilancio consuntivo 2015 e quello di previsione 2016, con i relativi atti propedeutici, il Consiglio ha discusso la delibera riguardante l’esame e l’approvazione del piano finanziario con l’Aquilana società multiservizi (Asm) e la fissazione delle tariffe della tassa sui rifiuti Tari per l’annualità 2016, che verranno aumentate del 20% e, se entro luglio verrà confermato il buco, di un ulteriore 30%.

“Nel momento in cui andiamo ad avviare la discussione in quest’aula – ha proseguito Cialente – non abbiamo certezze rispetto alla tempistica e all’entità dei trasferimenti dal governo per compensare le maggiori spese e le minori entrate sostenute dall’amministrazione comunale a seguito del sisma”.

“Abbiamo quantificato il fabbisogno finanziario in 24 milioni di euro ma, per avere un minimo di capacità di spesa, ne occorrono almeno 19, cosa che consentirebbe di assicurare almeno i servizi minimi – ha aggiunto poi – Sappiamo che la disponibilità dei fondi c’è, occorre però trovare uno strumento normativo che ne autorizzi il trasferimento. Da qui l’incertezza sui tempi, cui si aggiunge, date le note difficoltà di bilancio a livello governativo, quella sull’entità dei fondi che potranno esserci assegnati”.

Cialente ha rimarcato che “nello stesso tempo, tuttavia, la legge ci impone di fissare, entro la data di oggi, la tariffa della Tassa sui rifiuti, la Tari. La normativa prevede che i Comuni coprano per intero i costi di smaltimento dei rifiuti che, da contratto di servizio con Asm, ammontano a 14 milioni e mezzo di euro – ha proseguito – Con la Tari riusciamo a coprire circa 10 milioni di euro, per via del fatto che, a seguito del sisma, abbiamo meno superfici tassabili in ragione dell’inagibilità di una parte delle abitazioni. Si trattava, per l’appunto, di una delle maggiori spese compensate dai trasferimenti del Governo”.

“In assenza di questi ultimi, al momento, e nella necessità di provvedere entro oggi alla fissazione della tariffa avremmo dovuto, per coprire la differenza dei costi, di aumentare la tassa del 50 per cento rispetto allo scorso anno – ha detto ancora – Non ce la siamo sentita di chiedere questo sacrificio ai cittadini e abbiamo deciso di fissare l’aumento, comunque necessario, al 20 per cento. Non riusciamo, conseguentemente, a coprire tutti i costi e, da qui, il parere negativo del collegio dei revisori contabili”.

“Noi, tuttavia, sentiamo di doverci assumere la responsabilità di votare questo atto, con la serenità e la consapevolezza che, guardando gli andamenti tabellari, e dunque dati alla mano, sappiamo che l’aumento annuale delle abitazioni tornate agibili, unitamente alla lotta all’evasione fiscale, che la nostra amministrazione, per prima, sta portando avanti, ci consentirà, già dal prossimo anno, di ridurre la tariffa, arrivando, nell’arco dei prossimi tre o quattro anni, a livelli inferiori al 2008”, ha promesso poi il primo cittadino.

“Ci siamo presi la responsabilità di ricostruire la città, contro coloro che, fin dall’inizio, hanno remato contro. Non abbiamo fatto sconti a nessun governo di quelli che si sono avvicendati alla guida del Paese dal 2009 e non ne faremo neanche a questo – ha ricordato Cialente – Richiameremo gli esponenti del governo alle loro responsabilità e agli impegni che hanno assunto”.

“Non consentiremo che un eventuale commissariamento, dovuto al mancato rispetto di tali impegni e non certo a mala gestio, blocchi una ricostruzione che, finalmente, è avviata e ci consente, dopo anni di sacrifici, di vedere la luce in fondo al tunnel. Quello che mi interessa e mi sta a cuore è il bene della città, più di me stesso e perfino del mio ruolo istituzionale”, ha concluso.

AUMENTO DELLE TASSE PASSA IN CONSIGLIO

Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato, a maggioranza dei presenti, le proposte deliberative riguardanti il Piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti dell’Aquilana società multiservizi (Asm), i cui costi ammontano a 14,5 milioni di euro, e quelle riguardanti la fissazione delle tariffe per le imposte Tari (Tassa sui rifiuti), Tasi (Tributo per i servizi indivisibili) e Imu (Imposta municipale propria).

Per le ultime due le tariffe restano invariate rispetto al 2015. Per la Tari, invece, è prevista una tariffa maggiorata del 20 per cento rispetto all’annualità precedente.

Via libera del Consiglio anche agli atti deliberativi contenenti, rispettivamente, la verifica della qualità e delle quantità delle aree e dei fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, che potranno essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie, e il Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari.