L’AQUILA – “La procedura seguita è assolutamente lecita, ho avuto modo di appurarlo anche attraverso un colloquio con la dirigente Enrica De Paulis“. E non c’è stato “un tradimento degli indirizzi di Giunta, quanto piuttosto una difficoltà oggettiva a reperire le professionalità richieste”.

L’assessore al Personale del Comune dell’Aquila Betti Leone (Sel) esclude illegittimità o, peggio, favoritismi nella scelta dei nove professionisti assunti a chiamata diretta con delibera dirigenziale, ignorando gli idonei del concorso Ripam Abruzzo, il cosiddetto “concorsone”, quello bandito dopo il terremoto per l’assunzione di circa 300 persone a tempo indeterminato da impiegare negli uffici della ricostruzione.

Il fatto poi che tra questi ci siano parenti di amministratori comunali, per l’assessore è da ascriversi alla casualità e alle ridotte dimensioni della città: “Le procedure sono state trasparenti – dice – difficile pensare a delle raccomandazioni, cosa che si sottintende in queste discussioni. E poi L’Aquila è molto piccola, difficile trovare persone che non si conoscano”.

In ogni caso, “sono tutte persone che avevano risposto a bandi anni fa e sono state valutate con i curriculum, il lavoro svolto e i titoli, quando il dirigente fa degli atti non credo sappia di chi è parente la persona che assume, anche perché attua un criterio di rotazione tra chi chiama. Tra tanti nomi c’è una estrazione delle persone che vengono ammesse a colloquio”.

La scelta della dirigente ha innescato polemiche anche perché non ha recepito l’indirizzo politico della Giunta comunale, che aveva deliberato il potenziamento delle risorse umane, stabilendo che “il personale venga reclutato attingendo dalle graduatorie degli idonei del concorso Ripam Abruzzo”. O, in alternativa, “da altre graduatorie esistenti nell’Ente per il conferimento di incarichi professionali”.

Cosa che non è avvenuta per cinque dei nove selezionati, che non risultano iscritti neanche nell’Elenco dei professionisti del Comune, e che ha indotto i consiglieri Daniele Ferella (Noi con Salvini) e Gianni Padovani (Psi) a presentare una interrogazione al sindaco senza escludere un esposto in procura.

“Sono stati presi nel rispetto della normativa che lo permette – spiega l’assessore – si tratta di figure di supporto al Rup (responsabile unico del procedimento). Il Rup può essere il dirigente o un funzionario, molti nostri funzionari sono Rup, visto che i dirigenti sono pochi rispetto alle pratiche, considerando che ciascuno ha fino a 30 procedimenti, a fronte dei tre dei Comuni ‘normali'”.

La scelta, insomma, è dettata dalla necessità di “far procedere le pratiche più velocemente”. E, come affermato dalla De Paulis in audizione in Commissione di Controllo e garanzia della scorsa settimana, l’esigenza è stata “ovviamente motivata nelle determine”.

Confermando la versione della dirigente, l’assessore ribadisce che “determinate figure non sono presenti nella graduatoria Ripam, che contempla i profili amministrativo, contabile e tecnico, e al cui interno la tua specializzazione, cosa hai fatto nella, vita non c’è scritto, se hai bisogno ad esempio di un esperto di esprorpi lì non lo trovi”.

“Nononastante le richieste il Formez, che ho sollecitato anche personalmente all’indirizzo del dottor Rosario Maiorano responsabile del Ripam, non è stato in grado di fornirci persone con i profili richiesti, anche perché molti degli idonei erano già in servizio altrove, e altri non avevano l’iscrizione all’albo necessaria per contratti di quel tipo libero-professionale”, conclude.