L’AQUILA – “Nell’elenco dei tecnici del Ripam c’erano un architetto che non ha mai fatto la libera professione piuttosto che un ingegnere neolaureato che non ha mai fatto un computo metrico estimativo”, profili insomma non adatti alle esigenze del Settore Ricostruzione pubblica del Comune dell’Aquila.

Lo ha spiegato in audizione alla Commissione di Garanzia e controllo la dirigente Enrica De Paulis, chiamata a rispondere delle assunzioni a chiamata diretta, tra cui parenti di amministratori comunali, effettuate ignorando gli idonei del concorso Ripam Abruzzo, il cosiddetto “concorsone”, quello bandito dopo il terremoto per l’assunzione di circa 300 persone a tempo indeterminato da impiegare negli uffici della ricostruzione.

Argomentazioni che non hanno convinto il consigliere comunale Daniele Ferella (Noi con Salvini), che insieme a Gianni Padovani (Psi), che aveva chiesto la convocazione della Commissione presieduta da Raffaele Daniele (Udc), sta preparando una interrogazione consiliare e non esclude di presentare un esposto in Procura.

La scelta della dirigente ha innescato polemiche anche perché non ha recepito l’indirizzo politico della Giunta comunale, che aveva deliberato il potenziamento delle risorse umane, stabilendo che “il personale venga reclutato attingendo dalle graduatorie degli idonei del concorso Ripam Abruzzo”. O, in alternativa, “da altre graduatorie esistenti nell’Ente per il conferimento di incarichi professionali”.

“Abbiamo fatto tantissime riunioni con l’Usra e con la struttura tecnica di missione ed io ho spiegato con forza la necessità che avevo perché la ricostruzione delle opere pubbliche, non solo degli edifici ma anche delle strade era anche prioritaria rispetto a quella privata – ha detto la De Paulis – non possiamo ricostruire le case quando non abbiamo strade, parcheggi, asili, scuole, quindi ho parlato della necessità di avere questo personale elencando tutte le opere da portare a termine e della carenza del personale, soprattutto di persone che riuscissero a fare delle perizie per poter stimare i lavori, poter chiedere dei finanziamenti, poter chiedere dei mutui e per andare in appalto”.

Il quadro degli “Incarichi di assistenza tecnica specialistica” è stato portato all’attenzione della Commissione dalla De Paulis. Gli affidamenti “a professionisti iscritti nell’Elenco” stilato dal Comune, riguardano gli ingegneri Moreno Parisi, Andrea Basti e Laura Palumbo, e il geometra Carlo Scalzini, quelli “a professionisti non iscritti nell’Elenco” riguardano l’ingegnere Stefano Ranalli, l’architetto Fausto Pedetta, Stefano Di Salvatore e Giorgia De Cecchis, avvocati, e Paola Graziani, ragioniere.

I fondi da impiegare sono 400 mila euro, da attingere dallo stanziamento del febbraio 2015 dal Cipe, che vengono distribuiti ai settori in proporzione alle unità di personale da assumere. I 9 del Settore Ricostruzione sono incarichi della durata compresa tra i 6 e i 12 mesi e vanno dagli 8 mila ai 28 mila euro circa.

“La delibera sancisce un criterio che la determina non rispetta – afferma Ferella – Inoltre non è mai stata fatta una ricognizione all’interno di tutto il Comune, e non nei singoli Settori, per conoscere tutte le professionalità presenti. I criteri di scelta continuano ad essere abbastanza opachi e non si capisce come siano stati selezionati”, conclude.