L’AQUILA – “L’Ufficio Speciale per la ricostruzione della Città dell’Aquila (Usra), incaricato dal Governo di istruire l’iter amministrativo per la quantificazione del contributo statale da riconoscere al Comune dell’Aquila per l’anno in corso, ha fissato l’importo in circa 18,9 milioni di euro, e dunque la differenza rispetto ai 26 milioni di euro comunicati dall’Ente dovrà essere garantita con fondi di Bilancio, e il Comune sarà costretto suo malgrado incrementare le entrate tributarie”.
A chiarirlo con schiettezza l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Giovanni Cocciante, nelle febbrili giornate che precedono la cruciale seduta del Consiglio comunale della prossima settimana che dovrà approvare il bilancio di previsione.
Missione impossibile, se non arriverà dal governo, come negli anni scorsi, il contributo straordinario per coprire delle minori entrate e delle maggiori spese connesse al sisma. Ma appunto, se arriveranno da Roma “solo” 18,9 milioni , iscritti nel Decreto Enti locali, calendarizzato per metà giugno, ci sarà comunque un buco superiore a 6 milioni di euro, che lascia presagire maggiori tasse e tagli di servizi. E non basterà aumentare del 30 per cento la Tari, la tassa sui rifiuti, che già sarà un bel salasso per gli aquilani.
Inoltre dovrà intanto essere approvato un bilancio tecnico con la garanzia di un documento che il Governo invierà all’assise per assicurare l’effettivo trasferimento di risorse, a fine giugno. Ma non è chiaro che cifra l’esecutivo scriverà sul documento.
L’opposizione è intanto pronta a dare battaglia, per mandare a casa il sindaco Massimo Cialente, e anche oggi ha lanciato bordate contro una maggioranza “che ha portato alla bancarotta i conti del Comune”, e che dà la colpa al governo, per di più dello stesso colore politico.
Si è sparsa anche la voce che i fondi governativi saranno ancora di meno, 12 milioni di euro.
“Sotto i 18 milioni non possiamo andare!” ha subito messo le mani avanti ieri il sindaco Cialente, andato a Roma ad incontrare Lorenzo Guerini, vice segretario del Partito Democratico, in cerca di rassicurazioni, accompagnato dalla senatrice Stefania Pezzopane, dal vicepresidente della regione Giovanni Lolli, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.
I 26 milioni di euro non sono poi un numero sparato a caso, commenta Cocciante, “perché rappresenta il costo che l’Ente deve a tutt’oggi sostenere per fronteggiare la persistente emergenza sisma, e ricomprendente sia le minori entrate, dovute principalmente alla inagibilità degli immobili non ancora ripristinati e come tali non assoggettabili ad imposizione tributaria comunale, che le maggiori spese, connesse alla difficile gestione di tale situazione emergenziale”.
“Corre l’obbligo di evidenziare – aggiunge Cocciante – che la persistenza del mancato riconoscimento di detto trasferimento significherebbe di fatto asserire che per le autorità governative l’emergenza legata sisma in capo al Comune dell’Aquila risulta risolta e che la ricostruzione della città definitivamente conclusa”.
Tutte scuse, per l’opposizione, che lancia strali su sprechi e mancati riscossioni di crediti da parte di una maggioranza allo sbaraglio.
Il capogruppo di Forza Italia Guido Liris in particolare definisce una “supercazzola” il parere positivo dei revisori dei conti al manovra di bilancio.
“I revisori – spiega Liris – invitano ad ‘un attento monitoraggio in merito al mantenimento degli equilibri di parte corrente, nonché ad attuare, con estrema sollecitudine, ogni azione necessaria in caso di mancato riconoscimento del trasferimento erariale straordinario a fronte delle minori entrate e delle maggiori spese da sisma’. Non vuol dire nulla, è come dire: ‘sappiamo che i fondi non ci sono, sappiamo che forse arriverà una lettera del Governo a garanzia di futuri trasferimenti, e intanto vi forniamo un parere positivo’, sulla base di un presunto documento, che peraltro non ha valore amministrativo”.
I consiglieri Raffaele Daniele dell’Udc e Alessandro Piccinini del Nuovo centro destra ricordano poi, proposito di conti che non tornano i 7 milioni che si spendono per il personale dell’Asm, il misero 4 per cento di 4 milioni l’anno potenziali che si riesce a incassare per i locali del Comune affittati, l’incapacità di riscuotere i soldi dovuti per le utenze degli alloggi del progetto Case e Map, appena 100-110 mila euro di recupero al mese. Il Comune dell’Aquila spende infine 1 milione di euro per l’affitto delle sedi istituzionali, invece di realizzare la sede unica.




