CHIETI – A poche ore dal voto, a Rapino in Provincia di Chieti, esplode la polemica su presunte richieste di voti, fotografate dentro il seggio elettorale, in cambio di altrettanti presunti posti di lavoro.

A provocare il can can una casalinga di 29 anni, elettrice del comune chietino, che si è recata alla stazione dei Carabinieri per fare un esposto in cui, almeno scosì sostiene, sarebbe stata avvicinata da due candidate nella lista del sindaco uscente Rocco Micucci, che avrebbero promesso un lavoro al compagno della donna, disoccupato, ma “voleva la certezza assoluta che noi avremmo dato il voto”. La candidata avrebbe chiesto di fotografare le schede elettorali con il voto e poi di inviarle le foto via messaggio.

Secca la reazione di Rocco Micucci, che sfida in questa tornata elettorale il candidato Carmine Manzi, e che al quotidiano Il Centro commenta “A due giorni dal voto questo esposto è troppo strano. Da capo della comunità mi vergogno al posto di quelli che hanno provocato una cosa del genere. In 20 anni di campagne elettorale non mi è mai capitato di dovermi difendere da un’accusa come questa. Inutile dire che si tratta di una questione infondata”.

A stretto giorno arriva la replica di Manzi.

“Troviamo gravi le accuse di Micucci – afferma il candidato sindaco – fa un uso distorto dei fatti forse anche per nascondere i suoi insuccessi elettorali più recenti che lo hanno portato a raccogliere alle regionali meno di 290 preferenze nel paese in cui ha amministrato dal 1999. La lista ‘L’Alternativa’ non ha avuto nessun ruolo in questa vicenda, di cui è venuta a conoscenza solo dopo gli accaduti, come tutti gli altri cittadini. Strano il paese in cui viene additato chi denuncia e non chi avrebbe commesso un reato gravissimo”.

Sempre secondo la querelante, le due donne, dopo un contatto su whatsupp, si sarebbero recate a casa sua nel pomeriggio del 17 maggio. 

“Io, vista l’amicizia che ci lega, ho accettato di buon grado e ho promesso che entrambi avremmo votato per loro. Le due donne si sono mostrate molto empatiche conoscendo la situazione di disoccupazione del mio compagno e, come in tutti discorsi elettorali, si prodigavano dicendo che votando loro e Micucci le cose sarebbero migliorate. Hanno lasciato casa mia con la promessa da parte mia e del mio compagno che avremmo entrambi votato per loro”.

E prosegue: una delle due donne le avrebbe poi scritto su Messenger: “Dimmi quando posso passare a casa. Ci sono importanti novità di cui vi devo parlare”.

La donna ha detto di aver registrato la successiva conversazione, in cui la candidata avrebbe promesso un lavoro al compagno della donna ma, dice la denuncia, “voleva la certezza assoluta che noi avremmo dato il voto”. La candidata avrebbe chiesto di fotografare le schede elettorali con il voto e poi di inviarle le foto via messaggio: “Secondo Marina, il martedì al massimo il mio compagno avrebbe avuto un lavoro”. 

“Poi, le ho inviato un messaggio dove le dicevo che, dopo aver parlato con il mio compagno, avevamo deciso insieme che preferivamo stare senza lavoro piuttosto che andare contro la legge ed essere ricattato”, conclude nell’esposto la casalinga.. 

Come però osserva il quotidiano Il Centro, nella lista di Micucci non compare nessuna candidata con il nome Marilena. E che la querelante dice di non conoscere il cognome delle due donne, che sono però sue amiche.