L’AQUILA – Continua a ritmo serrato il lavoro della Commissione sui tribunali non provinciali coordinata dal presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio.
Questa mattina all’Emiciclo si è tenuto il terzo incontro che prevedeva una serie di audizioni degli ordini professionali della provincia dell’Aquila e di Chieti.
Alla riunione hanno preso parte, oltre a Di Pangrazio, anche i quattro presidenti dei Tribunali non provinciali oggetto del riordino.
Nell’ordine sono stati auditi Elio Masciovecchio (presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila), Francesco Blasini (presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della Provincia dell’Aquila), Edoardo Compagnoni (presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila), Claudio Bottone (presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Chieti) e Luigi D’Alessandro (componente del Collegio dei Geometri della Provincia dell’Aquila).
“Anche oggi abbiamo tenuto delle audizioni interessanti che hanno portato un valore aggiunto ai lavori, pertanto continueremo con l’opera di ascolto del territorio perché in queste sedute sono state sollevate questioni che la Commissione ha ritenuto contributi importanti – afferma Di Pangrazio – Come riferito dagli ordini professionali, la soppressione dei tribunali minori comporterebbe un accentramento delle loro attività professionali sulle città dell’Aquila oppure di Chieti, con la possibilità che i professionisti delle aree interne vedrebbero ridursi gli spazi dell’attività lavorativa che è connessa e legata a quegli incarichi che conferiscono gli stessi tribunali di Vasto, Avezzano, Lanciano e Sulmona”.
Questo pericolo di una diminuzione delle attività lavorativa è stato uno dei punti che ha accomunato le relazioni degli ordini professionali, che hanno inoltre lanciato l’allarme di un aumento dei costi per i cittadini, derivante da tariffe autostradali, costo degli spostamenti, maggiore tempo, che professionisti e cittadini dovrebbero sostenere nel recarsi in tribunali molto distanti (in alcuni casi anche più di 150 chilometri) dalla sede delle loro attività, per prestazioni come consulenze o perizie tecniche, anche questo vuol dire impoverimento economico dei territori.
“L’accentramento verso le aree di maggiore urbanizzazione, non solo comporterebbe un congestionamento dei flussi verso le città da parte dei professionisti, ma avrebbe di ritorno un effetto spopolamento delle aree interne, sempre più lasciate senza servizi locali ed in questo caso di presidi statali”, spiega ancora il presidente.
A suo dire, “i più penalizzati sarebbero i giovani professionisti che all’inizio della carriera avrebbero maggiori difficoltà ad ammortizzare i nuovi oneri e sarebbero inevitabilmente spinti a spostare attività e nuclei familiari dalle zone interne verso le sedi dei tribunali accorpanti”.
“In ultimo non è da sottovalutare il problema del lavoro sommerso e del fenomeno del caporalato presente nella Marsica, problema comune anche agli altri territori – conclude – Come ricordato dal dottor Blasini, senza questi tribunali, la cui presenza ed attività rappresenta un forte deterrente, questi fenomeni sono destinati ad aumentare nel corso degli anni, ledendo diritti e impoverendo il territorio”.
PELINO, ”LA SALVAGUARDIA DEI TRIBUNALI MINORI UNA MIA PRIORITA”’
“Il nostro non è un territorio dormiente. La dimostrazione arriva proprio dalle proposte che arrivano da Sulmona e soprattutto quelle che arrivano dal presidente del tribunale, Giorgio Di Benedetto e dal procuratore Giuseppe Bellelli”, afferma la senatrice Paola Pelino “dopo aver esaminato attentamente la proposta presentata due giorni fa”.
“Una proposta nuova, al passo con i tempi che viviamo – precisa la Pelino – che metterebbe in rete i quattro Tribunali abruzzesi in modo da centrare i parametri di risparmio ed efficienza della giustizia. Accelerare i tempi significherebbe una giustizia più sana e più veloce per tutti. Da parte mia, questa proposta, avrà tutto il sostegno possibile”.
“D’altronde, oggi, il mio emendamento è riuscito a prorogare la chiusura del Tribunale fino al 2020. Il mio impegno, oggi, – conclude – è ancora più forte per sostenere i Tribunali minori. Nessun campanilismo l’obiettivo è lottare per l’Abruzzo e per salvaguardare ciò che già abbiamo sul nostro territorio”.






