L’AQUILA – “Questa mattina mi sono alzato presto, più presto del solito perché – vedo i primi cittadini dei Comuni che partecipano a questa giornata, e li ringrazio per la loro presenza – i sindaci si alzano presto per affrontare tutto il carico di responsabilità che li attende”.
Con queste parole il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha salutato i tantissimi presenti alla riapertura al pubblico, dopo il lungo restauro, della Basilica di Collemaggio, questa mattina.
“Mi sono alzato prima del solito con un’emozione addosso quasi fanciullesca, come quella che provano i ragazzini, soprattutto in questo periodo natalizio – ha proseguito Biondi – Mi sono chiesto come avrei fatto a vincere l’emozione di questa giornata. Questa non è soltanto una cerimonia per la riapertura della Basilica di Collemaggio, questo è un pezzo della rinascita della nuova città dell’Aquila. Una città in cui ormai i dolori, le lacrime,la sofferenza, fanno parte della nostra esistenza: oggi, però, è il giorno della gioia, della passione, dell’ottimismo, della fiducia”.
“La riapertura della Basilica è un momento di rinascita, spirituale, religiosa, qui è stato incoronato Papa Celestino V ed è stato celebrato il primo Giubileo della storia della Cristianità – ha sottolineato ancora il sindaco – Da qui è partito un messaggio rivoluzionario, di riscatto degli umili, dei poveri, di riconciliazione, che dobbiamo rilanciare nella sua forza e unicità: per questo chiedo il sostegno al ministro Dario Franceschini in questo sforzo collettivo che stiamo facendo per far diventare la Perdonanza Celestiniana patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco”.
“La giornata odierna rappresenta anche un momento di riscatto civile: gli aquilani e il territorio ritrovano uno dei suoi simboli identitari e Dio solo sa quanto questa comunità abbia bisogno di simboli e di luoghi attorno a quali riunirsi – ha affermato – E quindi io ringrazio tutti coloro che hanno consentito che oggi si svolgesse questa festa, naturalmente a partire dall’Eni, rappresentata da Claudio Granata, chief services & stakeholder relations officer di Eni, e quanti si sono impegnati in quest’opera. Ringrazio un figlio di questa terra, un amico dell’Aquila, che ha fatto tanto per questa città. Parlo di Gianni Letta: grazie per tutto quello che fai, per la tua attenzione, presenza e vicinanza”.
“Grazie al ministro Franceschini, che ci darà un’importante notizia, ringrazio la Soprintendenza nella figura dell’architetto Alessandra Vittorini, e tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato in questi luoghi perché ho potuto constatare – ha rimarcato il primo cittadino – quanta passione e attenzione hanno messo nella cura dei dettagli, nel restauro di ogni singola pietra di questa chiesa: oggi si dimostra a tutti che la ricostruzione di beni pubblici si può fare e fare bene, in tempi congrui”.
“Ringrazio i dipendenti del Comune che si sono impegnati sia sotto il profilo amministrativo sia in questi giorni per fare in modo che questa giornata riuscisse nel migliore dei modi, con una grande dedizione e attaccamento all’Ente di cui sono dipendenti. Naturalmente ringrazio quanti hanno effettuato delle donazioni che hanno consentito di completare il ritorno all’originale bellezza della Basilica anche se forse qualcuno non se ne è accorto ma mancano ancora alcune cose che renderanno il tutto ancora più meraviglioso, nella parte degli apparati decorativi e delle tele e per cui ancora bisogna fare trovare delle risorse”, ha aggiunto ancora.
“Concludo citando una vicenda che mi riguarda, anche se magari inusuale parlare di questioni personali: mia figlia è nata il 20 agosto 2016, quattro giorni dopo c’è stato il terremoto che ha devastato il Centro Italia e un pensiero va a quelle popolazioni che stanno ancora combattendo – ha concluso – A nove giorni dalla sua nascita ho portato qui mia figlia, perché volevo che la benedizione di Papa Celestino l’accompagnasse nella sua vita. Vorrei che la giornata odierna rappresentasse per gli aquilani quello che ha rappresentato quella giornata del 2016 per me e mia figlia: ovvero l’inizio di una nuova vita, contrassegnata dai colori unici di questa chiesa e la forza incredibile di questa città”.





