L’AQUILA – I lavoratori domestici regolarmente assunti dalle famiglie italiane in Abruzzo sono 13 mila, con una netta prevalenza di badanti (56,5%). Complessivamente, nel 2017 le famiglie dell’Abruzzo hanno speso 86 milioni di euro per la retribuzione dei lavoratori domestici (stipendio, contributi, Tfr), con un importo medio, che viene influenzato da durata contratti e numero di ore lavorate, di 5 mila euro.

I dati emergono dal rapporto “Il lavoro domestico in Italia: dettaglio regionale”, elaborati da Domina, associazione nazionale delle famiglie datori di lavoro domestico.

Nel rapporto l’Abruzzo si posiziona al quintultimo posto in Italia nell’impiego dei collaboratori domestici, all’ultimo posto c’è il Molise, al primo la Lombardia. 

Negli ultimi anni due tipologie di lavoratori stanno subito trend differenti: le badanti in crescita (7.545), mentre le colf sono in costante flessione (5.816).

Questa evoluzione si riflette anche sulle caratteristiche del lavoratore. Il 51% dei collaboratori domestici proviene dall’Est Europa e si registra una netta prevalenza del genere femminile (93,5%). Ma rispetto alle altre regioni in particolare del Nord e del Centro, la componente italiana è più presente ed arriva quasi al 37%.

A livello provinciale le colf sono maggiormente presenti nella provincia di Pescara, probabilmente anche per la presenza turistica, in questa provincia si registrano 6,4 colf ogni mille abitanti, contro una media regionale di 4,4. Mentre per quel che riguarda le assistenti personali la presenza è maggioritaria nella provincia di Teramo con 8,3 badanti ogni 100 anziani (media regionale 7,5).

L’età media del lavoratore domestico è 48,6 anni e nella maggior parte dei casi ha contratti che non superano le 50 settimane. Da sottolineare come la presenza degli italiani sia evidente
sia nei lavori che necessitano la convivenza con il datore di lavoro che non.

Le mansioni più frequenti sono l’assistente a persone autosufficienti (25%), collaboratore generico (22%) e chi si occupa di assistenza a non autosufficienti (21%). L’età media del datore di lavoro è di 67 anni e si rileva una prevalenza delle datrici di lavoro domestico (55%).

Le prospettive demografiche riportano come la quota delle assistenti alla persona (badanti) sia destinata ad aumentare, nel 2050 la popolazione con almeno 80 anni sarà quasi raddoppiare, superando la presenza dei bambini dagli 0 ai 14 anni che perderanno 30 mila unità. 

Di seguito il dettaglio provinciale.

L’AQUILA 

In provincia dell’Aquila le colf sono 1.190 (20,5%) e sono 3,9 ogni mille abitanti; le badanti, invece, sono 1.891 (25,1%), e sono 8,1 ogni cento anziani.

CHIETI

In provincia di Chieti le colf sono 1.354 (23,3%) e sono 3,5 ogni mille abitanti; le badanti sono, invece, sono 1.854 (24,6%), e sono 6 ogni cento anziani.

PESCARA

In provincia di Pescara le colf sono 2.047 (35,2%) e sono 6,4 ogni mille abitanti; le badanti, invece, sono 1.945 (25,8%), e sono 8,2 ogni cento anziani.

TERAMO

In provincia di Teramo le colf sono 1.225 (21,1%) e sono 4 ogni mille abitanti; le badanti, invece, sono 1.855 (24,6%), e sono 8,3 ogni cento anziani.