L’AQUILA – “Stanno costruendo una strada lì dove passa l’antico sentiero del tratturo, una colata di cemento, uno scempio, un’opera compensativa che va a distruggere un bene comune”.
Questo il commento di un gruppo dei partecipanti al cammino del tratturo magno, una trentina di persone partite questa mattina dal piazzale di Collemaggio all’Aquila per fermarsi a Peltuinum per una delle tappe e che, arrivati verso Bazzano, sulla strada che da Sant’Elia porta ad Onna, hanno trovato sull’antica via campestre, camion e betoniere intente a costruire una strada accanto la ferrovia.
“Che cosa faranno adesso dopo aver cementato tutto? – protestano ad AbruzzoWeb – Ci troviamo di fronte all’ennesimo scempio di un bene comune storico. È bene che facciano opere compensative ma dopo cosa resterà di questo antico percorso? Già è difficile di anno in anno riuscire a ricavarsi un varco a causa dell’incuria e della manqcanza della Forestale”.
“In un territorio ricco di antiche tradizioni come il nostro – aggiungono – è importante fare delle opere che valorizzino comunque i beni comuni e non che li distruggano. È un sfregio questo che fa male e che si ripercuote su chi tenta ancora di tener vive le antiche tradizioni”.
Il tratturo magno, giunto alla sua undicesima edizione, ogni anno compie questo cammino con l’obiettivo di ricostruire il tessuto sociale delle aree interne di Abruzzo, Molise e Puglia, un viaggio di oltre 260 chilometri, con 12 tappe, all’insegna anche della solidarietà per i territori colpiti dal sisma.
Un’iniziativa sociale che intende contribuire a promuovere, a stimolare e a rafforzare la resistenza delle comunità locali che vivono lungo il Tratturo, perché si avviino nuove attività, economiche e culturali intorno a questo bene comune, per la felicità e il benessere delle persone e il rilancio socio-eco-sostenibile dei territori attraversati.
“Settembre andiamo è tempo di migrare..” recitava a fine’800 Gabriele D’Annunzio nella poesia I pastori della raccolta L’Alcyone, l’autore celebrò in quei versi, proprio le gesta dei contadini che compivano a fine estate la tramsumanza, descrivendoli come se fossero sacri e riconducendoli ad un’unione con la natura che si ripeteva ogni anno.
Tra i fedelissimi partecipanti del Tratturo magno, il veterinario Asl Pierluigi Imperiale e il fotografo professionista Agostino Di Domizio, che insegna fotografia ai detenuti del carcere dell’Aquila.




