ORICOLA – “Lo stabilimento abruzzese della Coca Cola è un’eccellenza eppure rischia di chiudere”.

Così il deputato abruzzese di Italia Viva, Camillo D’Alessandro che oggi ha fatto visita allo stabilimento di Oricola (L’Aquila) dove si producono sia la famosa bevanda che le bottiglie che la contengono e che, a seguito della micidiale combinazione della plastic e sugar tax potrebbe veder crollare vendite e volumi di produzione con conseguente revisione della struttura.

D’Alessandro ha parlato con Giangiacomo Pierini, direttore comunicazione e relazioni istituzionali di Coca Cola, e insieme hanno ribadito come, per alcuni comparti, l’applicazione della tassa su plastica e zucchero può determinarne il collasso.

“Una situazione del genere, generata dalla combinazione delle due tasse sarebbe micidiale. Quelli che noi ci troviamo a degfinire ‘microbalzelli’ amministrativi, per alcune strutture possono davvero diventare ‘macrobalzelli’. Lo abbiamo detto dall’inizio all’interno della stessa maggioranza che l’applicazione delle due tasse potrebbe determinare importanti problemi alla tenuta di molti comparti produttivi nonché ai livelli occupazionali”, ha sottolineato D’Alessandro.

Come ha poi spiegato Pierini, la combinazione delle due misure si tradurrebbe per l’azienda in “180 milioni di nuove tasse in Italia, 140 per la sugar tax e 40 per la plastic tax. Si tratta – ha aggiunto – di un impatto foscale che non possiamo assorbire con l’attuale sturttura industriale”.

“Un aumento del costo del prodotto fino al 15-20% – ha continuato D’Alessandro – e in 10 anni un -10% dei volumi di vendita. Numeri che porterebero inevitabilmente alla revisione della struttura rendendo impossibile il mantenimento dell’assetto attuale delle fabbriche, come quella di Oricola”.

Qui, in Abruzzo, si lavora sul 100% del prodotto, dalla bottiglia alla bevanda ed è stato intrapreso un percorso “virtuoso” e sostenibile avendo introdotto già da tempo l’utilizzo di materiale reciclato, circa il 25 per cento, e si continua a lavorare in questa direzione, anche se, come spiegato da Pierini: “in Italia è vietato, da una legge unica in Europa arrivare al 100 per cento e possiamo raggiungere al massimo il 50 per cento del materiale riciclato”.

E in materia di impatto ambientale, osservano D’Alessandro e Pierini, “presso lo stabilimento di Oricola arriva plastica pre-forma, che viene lavorata nella nostra struttura fino a diventare bottiglia, all’interno dei camion. Qualora fossimo obbligati a sostituire la plastica con il vetro, il rapporto sarebbe 1 a 34. Ovvero, per ogni camion carico di plastica che arriva ora, ne arriverebbero 34 di vetro. Se parliamo di sostenibilità ambientale non si può non tenre in considerazione l’impatto di C02”.

Infine: “Spero che in Parlamento si riucirà a trovare modo e serenità per entrare nel merito di una questione che rischia seriamente di compromettere uno stabilimento fondamentale per l’Abruzzo e un intero comparto produttivo”, conclude D’Alessandro.