L’AQUILA – Il costruttore Paolo Tella, presidente del consorzio di imprese L’Aquila 2009, è stato eletto coordinatore territoriale dell’Aquila di Cittadinanzattiva.

L’elezione è avvenuta all’unanimità durante l’assemblea dell’associazione, giovedì scorso nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni.

“Con questa elezione l’Associazione si impegna a riprendere con determinazione quel percorso di attivismo a tutela delle esigenze dei cittadini che ha sempre contraddistinto Cittadinanzattiva – si legge in una nota – Il neo eletto coordinatore si è riservato di indire una nuova assemblea per concordare con tutti gli associati le linee politiche dell’associazione ed i programmi futuri; ha proposto di designare i responsabili delle Reti territoriali sulla base di proposte di intervento da parte di soci proattivi disposti ad esserne promotori. Saranno individuate le attività fattibili derivanti dalle esigenze che emergono quotidianamente nella nostra città”.

“Il tribunale per i diritti del Malato, la tutela dei consumatori, il sostegno alle situazioni di disagio nella scuola e nelle organizzazioni sociali, il sostegno nei rapporti con la giustizia, avranno nuovo slancio fattivo anche grazie alla rinnovata disponibilità dichiarata dai soci nuovi e vecchi come l’associazione 180 Amici che da anni si distingue per le sue attività sociali”.

“L’esperienza particolare del nuovo coordinatore, in attuazione della scuola di pensiero della responsabilità sociale delle imprese e della sostenibilità – prosegue la nota – potrà essere spunto di riflessione per intervenire a sostegno del complesso rapporto tra cittadino ed istituzioni anche nella ricostruzione; in questo senso è stata acquisita la piena disponibilità del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dell’assessore alla Partecipazione Francesco Bignotti anche in vista del prossimo terzo Salone della partecipazione che vede Cittadinanzattiva tra i soggetti attuatori insieme a Slow Food e Action Aid”.

“Cittadinanzattiva Onlus si caratterizza per avere il compito prioritario di dare voce alle esigenze diffuse attraverso i ‘cittadini attivi’ che si rendono disponibili a fare ciò che non è imposto dalle leggi ma che si rende necessario per la tutela dei diritti collettivi”, conclude la nota.