L’AQUILA – Passi avanti nel rapporto tra disabilità e ricostruzione post-terremoto 2009, proprio nei giorni in cui c’è la polemica per la non accessibilità della Basilica di Collemaggio, riaperta al pubblico dopo 8 anni.
Nei prossimi mesi, infatti, sorgerà all’Aquila l’ufficio comunale che si occuperà di organizzare le procedure di ricostruzione post-terremoto 2009 dal punto di vista dell’accessibilità; inoltre, l’ufficio speciale per il cratere (Usrc) sceglierà tre piccoli comuni per far partire progetti pilota sulla “ricostruzione universale, adatta a tutti e per tutti”, attraverso un protocollo d’intesa.
“Nell’ambito delle alte professionalità, individueremo una persona all’interno della struttura amministrativa, che si occuperà di gestire l’ufficio del disability manager – conferma ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – Questa figura si dovrà occupare di organizzare le procedure in maniera tale che siano indirizzate nel campo dell’accessibilità a tutti gli effetti”.
Sul tema dell’inclusione, dell’abbattimento delle barriere architettoniche e l’accessibilità a 360 gradi, Biondi si era mosso sin dalle prime battute di campagna elettorale, promettendo la realizzazione dell’apposito ufficio.
“Dai primissimi giorni del 2018, con la nuova macrostruttura, verrà avviato e, successivamente, ne verrà affidata la gestione, strutturandolo con personale interno al Comune, poi si stabiliranno le mosse da fare”, precisa, rimandando quindi a febbraio la svolta in concreto, quando entrerà a regime il nuovo assetto.
A portare avanti questa battaglia per una maggiore inclusione delle persone diversamente abili, nell’ambito dei lavori di riqualificazione del patrimonio pubblico danneggiato dal sisma, c’è Adriano Perrotti, ex consigliere comunale, rappresentante della Sidima, la Società italiana disability manager.
Si tratta di una figura per cui Perrotti, da trent’anni costretto su una sedia a rotelle a seguito di un incidente in moto, si è battuto senza mai arrendersi, tenendo corsi di formazione e incontri per sensibilizzare la popolazione.
“Dal 2014 sto combattendo per i diritti dei cittadini con disabilità e finalmente, alla fine dello scorso mese di dicembre, ho cominciato a vedere la luce in fondo al tunnel – racconta a questo giornale – Ci sono stati momenti difficili, ma non ho voluto smettere di lottare”.
Il disability manager ha, infatti, redatto un protocollo d’intesa per la regolamentazione delle costruzioni pubbliche affinché queste siano fruibili a tutti i tipi di disabilità, depositato all’Usrc, che sembrava essere rimasto in un cassetto, ma alla fine la determinazione di Perrotti ha avuto la meglio.
“Tutti gli amministratori presenti al tavolo hanno concordato sulla necessità di una ricostruzione intelligente e accessibile – spiega – il clima si è scaldato soltanto sulla questione dei costi, che per i sindaci dovrebbero essere ricompresi nei fondi per la ricostruzione, ma così non è, per questo l’Usrc presenterà alla Corte dei conti una richiesta per una rimodulazione delle spese e successivamente verrà firmato il protocollo d’intesa, che credevo fosse andato perduto”.
Soddisfatto per i risultati raggiunti, Perrotti ringrazia chi si è interessato a queste problematiche, ma promette di vigilare sulla vicenda. “Dopo le feste natalizie il tavolo si tornerà a riunire, io sarò presente perché è una battaglia in cui credo e spero che un giorno le città possano davvero essere accessibili a 360 gradi”, conclude.
Un plauso Perrotti lo dedica al titolare dell’Usrc, Paolo Esposito, che, in questi anni, a suo dire “ha fatto da facilitatore, cercando di far incontrare le esigenze dei sindaci e della ricostruzione, con il progetto di inclusione”, promosso dal disability manager aquilano.
“Sono sempre stato molto favorevole a queste figure di supporto delle amministrazioni locali – dichiara Esposito ad AbruzzoWeb – ma sono scelte che fanno capo ai sindaci, io ho soltanto favorito l’incontro con Adriano, affinché si aprisse, all’interno del tavolo di coordinamento con i sindaci dei comuni del cratere, una discussione sull’inclusione e l’accessibilità a tutti i livelli, che vada oltre i limiti imposti dalla legge, verso un cammino che porti a una rivoluzione culturale vera e propria, perché credo solo in questo modo sia possibile percorrere davvero la strada dell’inclusione universale”. Alessia Centi Pizzutilli





