L’AQUILA – Vigne, campi di zafferano e tartufaie sono oramai andate distrutte, ma almeno questa mattina la Polizia provinciale ha potuto finalmente procedere all’abbattimento dei cinghiali che da tre settimane devastavano i campi recintati a Goriano Valli (L’Aquila), dell’l’imprenditrice agricola Adriana Tronca.

Una vicenda raccontata da Abruzzoweb passo passo, avendo come particolarità l’incredibile corto circuito che si è verificato tra gi enti coinvolti, Parco Regionale Sirente Velino, Comune di Tione degli Abruzzi, e anche Prefettura dell’Aquila, che dovevano autorizzare l’abbattimento straordinario, motivato dal rischio di incolumità delle persone.

Parco e Comune avevano sostenuto davanti alle pressanti richieste della signora Adriana, che serviva l’autorizzazione ad intervenire da parte della Prefettura. Poi si sarebbe appurato, come evidenziata dalla stessa Prefettura dell’Aquila, che il Parco poteva agire direttamente. Ed infatti l’autorizzazione all’intervento di questa mattina, è stata data dal Parco.

Decisivo l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, che ha intimato di accelerare l’iter, anche se il risultato è arrivato troppo tardi, quando oramai il branco, che ha raggiunto il numero di 40 capi e che aveva trovato un pertugio nella recinzione, ha devastato due ettari di preziosa vigna di pinot nero, appena impiantata, divorato oltre 10 quintali di bulbi di zafferano,e distrutto una intera tartufaia.

Gli abbattimenti dei sette cinghiali rimasti dentro la recinzione sono stati effettuati questa mattina presto da tre agenti della Polizia provinciale, accompagnati da personale della Asl Avezzano- Sulmona- L’Aquila che ha effettuato prelievi sugli animali abbattuti.

Dopo un incubo durato oltre tre settimane, la signora Adriana può ora tirare un sospiro di sollievo.

“Sono pronta a ricominciare fiduciosa – racconta ad Abruzzoweb – reimpianterò la vigna, ricomprerò i bulbi di zafferano, del resto non ho alternative, questa azienda è tutta la mia vita. I danni superano i 50 mila euro, ma non posso mollare”.
“Resta l’amarezza di aver assistito ad un corto circuito tra enti, al fatto che nessuno sapeva cosa esattamente doveva fare. Questi abbattimenti sono previsti dalla legge, in casi di emergenza, e vanno fatti subito, entro poche ore. Nella nostra valle la proliferazione dei cinghiali è del tutto fuori controllo, e fare agricoltura è sempre più difficile. Ecco perché, a maggior ragione le istituzioni ci devono essere vicine, devono agire con tempestività ed efficienza”.

La Prefettura a tal proposito ha convocato una riunione per domani sera con gli enti interessati, “per chiarire con esattezza compiti e responsabilità, al fine di evitare che in futuro possano ripetersi tali situazioni”. (red)