L’AQUILA – Sono andati come ogni domenica a trovare i propri cari al cimitero monumentale dell’Aquila, ancora in macerie a 7 anni dal sisma, ma hanno trovato l’accesso transennato e sbarrato senza alcun avviso o cartello.
A denunciare il disagio ad AbruzzoWeb molti lettori che ieri sono dovuti tornare a casa senza poter mettere neppure un fiore sulla lapide dei loro defunti.
Secondo quanto riferiscono i cittadini, si tratta del settore E al quale si accede dall’ingresso di via della Crocetta.
“Non sappiamo come mai sia stato interdetto l’accesso tantomeno quando sarà riaperto – afferma l’aquilano Silvio Graziosi – Ipotizziamo che si tratti dei lavori di ricostruzione post sisma”.
Il cimitero dell’Aquila è finito di recente all’attenzione nazionale, dopo il servizio di Jimmy Ghione del Tg satirico Striscia la notizia che ne ha denunciato la fase di stallo, mostrando i cocci di lapide vicino al monumento ai 9 Martiri.
“Il settore E fu chiuso subito dopo il sisma perché considerato inagibile – aggiunge – Poi è stato riaperto fino a pochi giorni fa, tanto che sono stati venduti altri loculi e tumulati altri defunti. Ora d’improvviso abbiamo trovato tutto chiuso, senza alcun avviso sui termini della riapertura e ci è stato impedito di poter andare a trovare i nostri cari”.
In attesa che partano i lavori di ricostruzione del cimitero, sono 6,3 milioni i fondi impegnati della delibera Cipe 135 del 2012; altri 5,6 milioni sono stati messi a disposizione con fondi di bilancio (come scritto nel report della dirigente del settore Ricostruzione pubblica Enrica De Paulis) e altri 4 verranno richiesti nel prossimo stanziamento su indicazione dell’assessore alle Opere pubbliche Maurizio Capri.
“Ci si ricorda dopo sette anni di fare i lavori – conclude – Se avessero avvertito qualche giorno prima avremmo potuto lasciare almeno dei fiori finti in modo tale da mantenere un certo decoro dei loculi: ora invece ci saranno solo fiori secchi e degrado perché non ci è più permesso entrare”. (m.gal)






