PESCARA – “Sono contento perché finalmente già da domani posso tornare”.

Dopo lo sconto di oltre nove mesi sulla squalifica di due anni inflitta per uso di Epo Cera al Giro d’Italia del 2009, sul volto di Danilo Di Luca (nella foto) torna il sorriso.

Dopo essere stato ascoltato questa mattina dal Tribunale nazionale antidoping (Tna) del Coni, presieduto da Francesco Plotino, il ciclista abruzzese può esprimere tutta la sua gioia per poter tornare in sella a tempo pieno.

“Anche se la stagione è praticamente finita, possono tornare a fare il mio lavoro e cercarmi una squadra – le parole del ‘Killer’ di Spoltore, affiancato dagli avvocati Ernesto De Toni e Flavia Tortorella – In questo anno e mezzo mi sono sempre allenato e adesso è già da un mese che ho iniziato la preparazione invernale. Ora devo solo recuperare il tempo che ho passato lontano dalle gare”.

“Obiettivi? Trovare una squadra – ha elencato Di Luca – e poi cimentarmi con le mie corse, ovvero classiche e Giro d’Italia, poi mi manca un Mondiale che potrebbe rappresentare il clou della mia carriera”.

All’uscita dagli uffici del Tna presso lo stadio Olimpico di Roma, poi, Di Luca ha voluto precisare che “nelle passate settimane sono state scritte tante falsità, si è detto che nella mia collaborazione avrei fatto nomi e questo non è vero. Alessandro Petacchi per esempio, che è un mio grande amico, sa benissimo che io non mai fatto il suo nome come non ho fatto quello di altri miei colleghi ciclisti. Ci tengo a ribadirlo, la mia è stata una scelta in favore del ciclismo e non contro gli atleti”.

“Alla Procura di Padova e al pm Benedetto Roberti (che dirige tutte le indagini sul Cera in Italia, n.d.r.) ho spiegato le metodologie viste negli anni che ho corso – la precisazione del corridore abruzzese – La mia decisione di parlare è stata soprattutto presa per aiutare i giovani e per far capire loro che il ciclismo è uno sport bellissimo, una scuola di vita come poche altre”.

”CONTADOR? PER ME RESTA UN GRANDE CAMPIONE”

“Cosa penso del caso che ha coinvolto Alberto Contador? per me lui è un grande campione, sta attraversando un periodo non bello e so bene cosa vuol dire”.

Questo il parere di Danilo Di Luca sul possibile coinvolgimento del ciclista spagnolo Alberto Contador in vicende legate all’uso di sostanze dopanti.

“So che ha pensato anche all’ipotesi del ritiro – ha aggiunto il corridore abruzzese – Spero non sia vero perché deve essere ancora giudicato. E comunque io spero di tornare a correre e battermi con lui. Per caso questa estate in vacanza ci siamo incontrati e salutati, per me lui è e resta un grande campione”.

Di Luca si è poi espresso anche sulle parole di Ettore Torri, capo della procura antidoping del Coni, (“Se non fosse dannoso per la salute degli atleti il doping andrebbe legalizzato”) che tanto hanno fatto discutere nel mondo del ciclismo.

“Le capisco, e comprendo la sua amarezza perché ha sempre avuto a che fare con sportivi che hanno avuto problemi. Però sono certo che i ciclisti non sono tutti dopati, negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate e tanto. Posso garantire che la maggior parte dei miei colleghi è pulita. Non è vero che bisogna doparsi per vincere, chi nasce campione resta campione, chi nasce gregario resta gregario”.