L’AQUILA – La Polizia di Stato ha chiuso all’Aquila una casa di prostituzione denunciando la proprietaria.

Dopo una lunga e laboriosa attività investigativa,  gli agenti della squadra Mobile hanno denunciato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione una donna aquilana, B.A., proprietaria di un appartamento ubicato a L’Aquila, zona Piazza D’Armi.

Secondo quanto accertato dalle indagini dei poliziotti, coordinati dal dirigente, Maurilio Grasso, la donna favoriva e sfruttava la prostituzione di numerose persone di nazionalità straniera, sia donne che transessuali, di nazionalità brasiliana, colombiana e venezuelana, che si avvicendavano all’interno del predetto appartamento, concesso in locazione.

Dall’attività investigativa è emerso infatti che l’abitazione, ora sottoposta a sequestro su disposizione del giudice per le indagini preliminari Guendalina Buccella, come da richiesta del pubblico ministero Roberta D’Avolio, veniva ceduta sistematicamente in affitto per brevi periodi, in maniera irregolare, a giovani donne e trans di nazionalità straniera.

Nel corso delle indagini, cominciate nel 2015, sono stati effettuati numerosi appostamenti, sono state raccolte testimonianze di clienti, cittadini e prostitute, acquisite immagini e annunci su siti Internet del settore.

Dalle ricostruzioni investigative si è potuto accertare che l’attività criminosa è stata svolta all’Aquila dal 2014 a oggi e che in questo lasso di tempo, ma anche negli otto anni precedenti, la proprietaria cedeva l’appartamento a giornate o settimanalmente e chiedeva, a titolo di canone, somme in contanti variabili da 250 euro a settimana fino a 720 euro mensili tutto compreso, luce, acqua e gas.

Tutto questo senza sottoscrizione di alcun contratto di specie o, talora, con contratto riportante un canone molto inferiore rispetto a quello effettivamente percepito.

I possessori pro tempore dell’immobile esercitavano stabilmente e continuativamente la prostituzione all’interno, dopo aver adescato i vari clienti online, con prestazioni sessuali da 50 euro in su.

FELTRINI SOTTO LE SCARPE PER EVITARE RUMORI MOLESTI

Il traffico di clienti ha provocato non poche doglianze da parte dei condomini dello stabile, perciò la proprietaria ha sollecitato le inquiline ad adottare ogni cautela per evitare rumori: era stato applicato del nastro adesivo sull’interruttore del campanello di ingresso, limitato l’uso dell’ascensore in orario notturno e in alcuni casi, qualche lucciola intratteneva rapporti sessuali in piedi applicando feltri adesivi sotto le scarpe dei clienti.

L’attività di prostituzione è continuata sino a ieri, quando è stata interrotta in flagranza dall’arrivo della polizia che, all’interno, ha trovato 2 transessuali di nazionalità brasiliana, risultati peraltro irregolari sul territorio nazionale, che sono stati fotosegnalati dalla Polizia Scientifica e messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per l’avvio delle eventuali pratiche di espulsione.

Negli atti dell’indagine si leggono anche le storie di vita di ragazze e trans colombiani, venezuelani, brasiliani, provenienti tutti dalla Spagna, che attraverso il passaparola di alcuni connazionali arrivavano all’Aquila, spinti dalle difficoltà economiche e dalla prospettiva di guadagnare danaro prostituendosi in Italia, per brevi periodi, in modo da incamerare una somma per rientrare nella penisola iberica.

Finiti i soldi, però, tornavano dall’indagata per riaffittare la stanza e riprendere l’attività di meretricio.