L’AQUILA – Da gennaio a fine maggio all’ospedale San Salvatore dell’Aquila sono stati effettuati 39 interventi di chirurgia robotica, nell’abito della chirurgia dell’obesità e colon rettale, anche oncologica. Un numero quadruplicato rispetto allo stesso periodo del 2023, che ha attratto pazienti da altre regioni, a beneficio della mobilità attiva, e garantendo non solo la qualità dell’intervento, ma anche ulteriori e notevoli risparmi sulla degenza dei pazienti, l’uso dei farmaci e nella riabilitazione.
In settimane in cui in Abruzzo parlare di sanità significa affrontare il tema, scottante, del deficit delle quattro Asl, 122 milioni nel 2023, che sta costringendo la Regione a manovre correttive in consiglio, e a imporre tagli di spesa per i dipartimenti, e a piani di razionalizzazione per le Asl, rappresenta un raggio di luce quanto affermato ad Abruzzoweb, nell’intervista streaming, da Fabio Vistoli, direttore del reparto di Chirurgia universitaria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, e anche responsabile dell’attività di trapianto, in particolare del rene, tenuto conto che il San Salvatore funge da centro trapianti per l’Abruzzo e anche per il Molise.
Un bilancio anche dei suoi primi mesi a L’Aquila, visto che Vistoli è arrivato solo ad agosto dell’anno scorso dalla sua Toscana, e con un curriculum di primissimo livello. Quello di un medico chirurgo specialista in chirurgia dell’apparato digerente e dottore di ricerca in Chirurgia, Immunologia e Biotecnologie dei Trapianti, formatosi presso l’Università di Pisa con il professor Franco Mosca e il professor Ugo Boggi e presso l’ Institute de Transplantation et de Recherche en Transplantation) di Nantes, in Francia, dove ha lavorato per oltre due anni sotto la direzione del nefrologo e immunologo di fama internazionale professor Jean-Paul Soulillou. Vistoli ha contribuito poi allo sviluppo dei programmi di trapianto di pancreas e rene presso l’Università di Pisa.
“L’attività in questo periodo di tempo per la chirurgia generale è stata caratterizzata in maniera particolare dalla possibilità di avere accesso – spiega Vistoli -, a partire dalla metà di febbraio, alla piattaforma robotica Da Vinci con maggiore continuità, con una seconda piattaforma acquisita dalla Asl, e dedicata principalmente per l’attività di chirurgia generale. Quindi ho condiviso l’accesso a questa piattaforma con l’altra unità di chirurgia generale che è quella diretta dal dottor Roberto Vicentini, e questo ci ha consentito di consolidare l’attività di chirurgia generale laparoscopica e tradizionale, che era già presente in maniera importante qui a L’Aquila, e poi di sviluppare anche l’attività di chirurgia robotica relativa all’obesità, la chirurgia bariatrica, per il quale il centro dell’Aquila è di riferimento per l’Abruzzo, e la chirurgia colon rettale”.
Sottolinea dunque il professor Vistoli: “questo tipo di interventi, grazie alla presenza del robot, ci ha consentito di attrarre pazienti sia da altre province che da altre regioni, in particolare Lazio e Marche. E questo è molto importante, in termini di prestigio e lustro per il nostro ospedale, per la qualità della prestazione, ma anche in termini economici”.
E questo perché con la mobilità attiva, sono le altre Asl a pagare quella aquilana, e non viceversa, come accade quando sono i cittadini della provincia ad andare a curarsi altrove. Ma c’è, anche un altro grande risparmio che la robotica consente.
“Gli interventi hanno in questa modalità una minore invasività, consentendo minori immobilizzazioni dei tessuti a parità di sicurezza e di efficacia. Di conseguenza il recupero post operatorio del paziente è più rapido, e questo significa minori giorni di degenza, minor utilizzo di farmaci, che si traduce a sua volta in un notevole risparmi economico di scala, a parità di risultato”.
Già molti interventi di chirurgia robotica al colon retto hanno una natura oncologica, ed è questa la direzione che il professor Vistoli vuole intraprendere con il suo reparto,
“qwqLo sviluppo riguarderà già nei prossimi mesi l’allargamento di questo tipo di chirurgia ad altri distretti, come il fegato e il pancreas. Sono del resto queste le due attività nelle quali nel tempo ho dedicato Maggiore attenzione negli anni che hanno preceduto il mio arrivo a L’Aquila”.
L’INTERVISTA






