L’AQUILA – “La Regione Abruzzo ha un presidente. E questo presidente è stato commissario per la Ricostruzione. Ed è stato anche un protagonista assoluto nella prima fase dell’emergenza, che ha visto salvare L’Aquila dal declino”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb il presidente della Regione uscente, Gianni Chiodi, ricandidato nello schieramento di centrodestra, parlando del ruolo avuto dall’amministrazione regionale nell’emergenza terremoto dell’Aquila e nella successiva ricostruzione.
“I primi 2 anni sono stati di lacrime, sudore, sangue. Nel centrosinistra, mi sembra che al di là di alcune classe dirigenti locali, gli altri, compreso il candidato presidente, siano stati assolutamente latitanti, soprattutto nel momento in cui la comunità aquilana aveva la sua necessità maggiore”, rileva Chiodi.
Chiodi ricorda poi che “a oggi, i soldi stanziati e spesi per la ricostruzione sono stati quelli del centrodestra. Il peso e il lavoro ci sono stati, ormai mi sento per metà aquilano. Aver vissuto quelle nottate, e quelle problematiche, crea un legame che dura per tutta la vita”.
Il suo competitor Luciano D’Alfonso spinge molto su una legge speciale per L’Aquila e la ricostruzione.
“Ma qual è il contenuto? I Comuni hanno voluto essere autonomi, però da parte mia ho sempre creduto che un po’ più di impegno dello Stato sarebbe stato più opportuno – sottolinea ancora Chiodi – I Comuni sono andati un po’ troppo per conto loro, con i piani di ricostruzione all’interno dei loro confini, sotto certi punti di vista delle mura, ma lo sviluppo passa sempre per area vasta. E di conseguenza, la legge regionale in fase avanzata prevede che ci sia un coordinamento di tutti questi piani di ricostruzione sotto il profilo urbanistico e socioeconomico”.
Sul problema dei manufatti temporanei, 4 mila le casette stimate nel “cratere”, 2 mila nel territorio aquilano, proprio il Comune capoluogo a suo dire “ha una voce significativa, ma bisogna distinguere, ci sono casi di manufatti provvisori che sono stati autorizzati. Non bisogna dimenticare che c’era un’emergenza rilevantissima, non si può pensare che siano tutti abusi”.
Chiusura con gli aiuti di Stato, “il centrosinistra dice bugie in continuazione. La Regione ha sfidato il governo nazionale sotto questo punto di vista, si tratta di normative europee che Prodi ha voluto in Costituzione. Noi siamo disposti a fare questa battaglia, ma il centrosinistra oggi governa il Paese, Renzi è anche segretario del Pd. Cialente, Lolli, Pezzopane, dovrebbero andare da lui a dirgli di assecondare la battaglia che sta facendo la Regione Abruzzo”.
“Troppo comodo essere giaguaro e amico del giaguaro, come per le trivelle. Sono i soliti ‘gattopardi’ che hanno determinato molte arretratezze storiche nella città dell’Aquila”, conclude. Alberto Orsini






