CHIETI – “Il Comitato per l’ordine e la Sicurezza Pubblica introduca nella programmazione anche la vigilanza notturna antibracconaggio nelle campagne e nei boschi della nostra provincia. Bisogna fare l’impossibile perche’ simili tragedie non avvengano mai piu'”.
E’ l’appello che il coordinatore delle guardie giurate volontarie del WWF Chieti, Claudio Allegrino, lancia al Prefetto di Chieti Rocco Fulvio De Marinis dopo la “tremenda tragedia che ha colpito una famiglia abruzzese e l’intera regione”.
Allegrino si riferisce all’uccisione di Gabriele Di Tullio, il 54enne di Casalbordino ucciso domenica scorsa da una fucilata di un bracconiere che lo aveva scambiato per un cinghiale. “Un dramma ancora una volta legato all’allarmante fenomeno del bracconaggio – scrive in una nota Allegrino – il WWF, vicina alla famiglia della vittima, ritiene che le Autorita’ pubbliche preposte alla sicurezza dei cittadini non possano ignorare quanto accaduto. Bisogna far si’ che questo sia l’ultimo episodio di morte legato al mondo, sconosciuto a tanti, del bracconaggio venatorio”.
“Noi stesse guardie giurate volontarie ambientali temiamo per la nostra incolumita’, per quello che puo’ capitare durante i controlli notturni o al crepuscolo – aggiunge Allegrino – la ubiquitaria presenza dei cinghiali ha aumentato il numero dei cacciatori che premono il grilletto in tempi, modi e luoghi vietati dalla legge”. Il coordinatore WWF sottolinea poi la carenza di controlli e mezzi da parte della Provincia per contrastare il bracconaggio notturno.
“Nella maggior parte dei turni di lavoro, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia della Polizia Provinciale e’ presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti (104 comuni e 5.172 Kmq). Solo questo dato – conclude la nota – rende bene l’idea di come l’Amministrazione provinciale di Chieti non ha assolutamente il controllo del proprio territorio”.






