CHIETI – “Egregio Riccardo Chiavaroli di relazioni sindacali, di ruoli e di vertenza Sixty ci hai capito ben poco (capita se non si è coinvolti)”.

È la risposta piccata dei sindacati, e in particolare di Ettore Di Natale, Carlo Petaccia, Giuseppe Rucci e Maurizio Sacchetta, rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, alla presa di posizione del consigliere regionale Chiavaroli, dopo l’ultima protesta dei lavoratori Sixty davanti alla sede pescarese della Regione, in cui ci si è lamentati dell’assenza del presidente della Regione Gianni Chiodi a sostegno della vertenza occupazionale.

In una nota i sindacati ricordano a Chiavaroli come si è svolta la vertenza Sixty che si trascina da anni, dando atto alla Regione di aver ben operato per quanto riguarda la gestione degli ammortizzatori sociali. Ma le cose cambiano con l’acquisizione da parte del fondo panasiatico Crescent Hyde Park del gruppo tessile e la richiesta di avvio di una procedura di concordato preventivo.

“Crediamo, e ne siamo convinti, – scrivono i sindacati –  così come convinti sono  il sindaco di Chieti, il presidente della Provincia di Chieti e tutti quei parlamentari e consiglieri regionali che spontaneamente si sono resi disponibili per la vertenza, che oggi le Istituzioni maggiori e ci riferiamo al Ministero e alla Regione Abruzzo, possano portare un altro tipo di discussione, così come fanno tutti gli altri presidenti di Regione a prescindere dal colore politico, che sono al fianco dei lavoratori e dei sindacati, non solo di gestione degli ammortizzatori sociali”.

“Crediamo che questo ti rimane difficile da comprendere”, dicono ancora i rappresentanti sindacali che si riferiscono direttamente a Chiavaroli e soprattutto alle frasi in cui il consigliere regionale chiama in causa “sindacalisti facinorosi presunti avversari di Chiodi”.

“Quei sindacalisti facinorosi – ribattono su questo punto i sindacati –  a differenza di te, hanno un piccolo problema: hanno un orizzonte abbastanza buio e forse sono un po’ preoccupati. Per quanto riguarda voto o non voto, non sappiamo se e chi votano, ma sicuramente, se l’atteggiamento è questo, caro Chiavaroli, si continuerà a far allontare il cittadino dalla politica, da questa politica”.

A conclusione della nota c’è anche un post scriptum in cui si dice a Chiavaroli di pensare “a far bene il suo mestiere e non al “mestiere” degli altri”.