CHIETI – Solo l’autopsia potrà svelare il mistero del trentunenne Vincenzo Pierfelice, uno studente universitario trovato a Perugia dentro l’auto del padre.
Il sospetto che il giovane teatino possa aver fatto abuso di sostanze stupefacenti non è stato escluso dal pm Michele Adragna, anche perchè la vittima era già caduto anni fa nel giro della droga. Eppure nell’auto del padre, trovata a pochi passi dalla Verbanella, uno dei parchi del capoluogo umbro, noto anche come luogo di ritrovo di tossici, nessuna traccia di bustine o siringhe.
Vincenzo era seduto al lato del passeggero quando è stato ritrovato privo di vita dagli uomini della squadra mobile diretta da Marco Chiacchiera. A dare l’allarme (secondo quanto riferisce il quotidiano Il Messaggero) sembra essere stato un passante, che avrebbe avvisato prontamente i carabinieri.
Ma c’è un particolare inquietante di questa vicenda, che si trasforma così in un vero e proprio giallo: il giovane stringeva nella bocca un accendino, forse per evitare di mordersi la lingua, dopo una possibile crisi di nervi. Ma al momento le indagini escludono un atto volontario.
Certo è che esclusa l’ipotesi di una morte violenta, può essere accaduto di tutto. Persino che Vincenzo possa aver abusato di una dose eccessiva di farmaci, anche perché il ragazzo era vittima di forti crisi nervose.
Ora sarà la perizia medica sul cadavere a sciogliere molti dubbi rimasti ancora senza risposta. Secondo le ultime ricostruzioni, il fatto sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte di ieri e in un quartiere cittadino non troppo isolato, in via XX settembre. Un indizio che porterebbe ad escludere l’ipotesi di un atto volontario.
LA FAMIGLIA SMENTISCE: ”NO ALLE ILLAZIONI”
La famiglia del giovane ha successivamente diffuso una smentita attraverso un commento su Facebook all’articolo di AbruzzoWeb.
IL TESTO COMPLETO
La famiglia di Vincenzo Pierfelice smentisce categoricamente le infondate notizie e le gratuite illazioni pubblicate relativamente alla tragedia che l’ha colpita.
Allo stato, infatti, non esiste nessuna ipotesi né della natura di quelle ventilate dalla stampa né di altro genere relativamente alla giovane vita stroncata di nostro figlio, che merita comunque rispetto, cordoglio e quantomeno un doveroso silenzio, sentimenti che riteniamo sicuramente prioritari rispetto allo scoop, al sensazionalismo, allo sciacallaggio e a qualsiasi interesse economico-commerciale.
Si esige la pubblicazione della presente smentita e si diffida da ulteriori segnalazioni di fatti e avvenimenti non verificabili con riserva di azioni legali a tutela della privacy e della dignità, per gli incalcolabili e gravissimi danni per la famiglia e per l’intera comunità civile.
Distinti saluti
Famiglia Pierfelice






