CHIETI – Mangiano cibo in scatola che si sono portati dietro tre giorni fa, quando hanno deciso di barricarsi all’ultimo piano della sede Sixty di via Piaggio, a Chieti Scalo, e neanche l’iniziativa dell’azienda di staccare la corrente elettrica durante la notte li ha fatti desistere nella loro disperata protesta.

I due rsu della Cgil, Marino D’Andrea e Massimo Di Francesco, chiusi all’interno del lussuoso show room aziendale, non scenderanno finché non arriveranno notizie certe sul futuro dell’azienda. Lo hanno ribadito questa mattina anche al senatore del Partito democratico Giovanni Legnini che ha parlato a lungo con loro.

In loro sostegno, e a supporto di tutti i lavoratori Sixty, è arrivato anche un intervento della rappresentanza sindacale unitaria dei lavoratori Pilkinghton, che di difficili situazioni di lavoro ne sa qualcosa.

I due rischiano grosso: da sanzioni, alla perdita del lavoro, a denunce alla magistratura.  

Intanto, è arrivata finalmente una buona notizia: la convocazione dell’atteso incontro nazionale per cercare di far luce sul futuro del gruppo tessile.

Il vertice, fortemente sollecitato da Comune e Provincia, si terrà presso la sede del Ministero dello sviluppo economico il prossimo 14 settembre alle 10.30.

L’incontro è stato convocato da Giampiero Castano, responsabile del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, che ha invitato oltre ai due proponenti, il sindaco Umberto Di Primio e il presidente Enrico Di Giuseppantonio, anche il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione, l’assessore regionale Paolo Gatti, l’amministratore delegato di Sisty spa Pietro Bongiovanni e le segreterie nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uilta Uil.