CHIETI – Aveva rapinato un’edicola di Chieti Scalo ma poche ore dopo era stato beccato a Pescara insieme al complice. Nei pressi dell’edicola, infatti, qualcuno era riuscito ad annotare il numero di targa della Bmw a bordo della quale era fuggito.

La rapina era avvenuta nella mattina del 6 novembre 2010. Nel pomeriggio dello stesso giorno la Bmw era stata riconosciuta e fermata dalle forze dell’ordine. Ihor Krylov, ucraino di 30 anni residente a Città Sant’Angelo (Pescara), che aveva compiuto materialmente il fatto entrando dalla porta di dietro dell’edicola, è stato riconosciuto dall’edicolante come l’autore della rapina.

La padrona dell’edicola lo ricordava bene. Lo ha descritto come un ragazzo magrissimo che, una volta sorpreso a rubare l’incasso, l’ha strattonata dicendole qualcosa in una lingua incomprensibile (aveva capito solo la parola “soldi”). A quel punto lei lo aveva preso a calci e lui si è allontanato con il magro bottino di circa 100 euro.

Oggi si è concluso il processo in tribunale a Chieti e l’ucraino si è beccato una pena di 3 anni, più una multa di 516 euro oltre la riconsegna della valigetta rubata con l’incasso dell’edicola (circa 100 euro) e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

Il pubblico ministero Giuseppe Falasca aveva chiesto una pena di cinque anni, l’avvocato difensore Stefania Santeusanio è riuscita, però, a provare che non si era trattato di una rapina a mano armata, come era stato ipotizzato all’inizio, visto che nella Bmw era stata ritrovata una pistola giocattolo.

Sia sull’ucraino (che in tribunale a Chieti non si è presentato), sinora incensurato, sia sul compare, anche lui ucraino, pesano però pesanti dubbi circa un’altra rapina compiuta pochissimo tempo prima ai danni di un centro estetico situato nella zona sud di Pescara. In quel caso i malviventi, con l’uso di pistole e minacciando l’unica dipendente presente presso il centro estetico, si erano impossessati di 360 euro per poi darsi alla fuga.