CHIETI – In tempi di crisi economica e di trasferimenti statali drasticamente ridimensionati anche il meccanismo del Patto di stabilità andrebbe rivisto.
È quanto suggerisce il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, costretto, suo malgrado, a non poter pagare le ditte che hanno lavorato per la Provincia, nonostante l’ente abbia i soldi in cassa, per non sforare i parametri del Patto di stabilità.
Senza andare a scomodare le ultime vicende relative al Comune di Chieti, i cui revisori non hanno voluto sottoscrivere l’accertamento del Patto di stabilità, il presidente sottolinea che il problema dei vincoli troppo stringenti non è solo della Provincia di Chieti ma dell’intera pubblica amministrazione.
Per questo ha intenzione di coinvolgere sia l’Unione delle Province italiane sia l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, per portare il caso a livello nazionale.
D’altronde, sottolinea Di Giuseppantonio, lo stesso presidente del Consiglio dei ministro, Mario Monti, ha inserito la questione fra i problemi prioritari che il Governo intende risolvere.
Il presidente rassicura, comunque, le ditte che attendono di essere pagate dalla Provincia: “Questa amministrazione – dice – comprende in pieno il diritto rivendicato dalle imprese e dalle loro organizzazioni di essere pagate nei termini giusti e dunque di vedere soddisfatti i crediti che esse hanno maturato per aver realizzato un’opera. Per quanto riguarda la Provincia di Chieti, pur nel contesto di una situazione finanziaria che era e resta difficile a causa delle note vicende, posso rassicurare le imprese che stiamo pagando e che continueremo ad onorare tutti gli impegni finanziari, cercando di contenere il più possibile i tempi di erogazione delle somme”.




